
NO allo smantellamento della medicina ospedaliera nelle Tre Valli. NO alla privatizzazione della maternità.
Il Comitato dell’Associazione per la difesa del servizio pubblico (ASP), nella sua seduta di lunedì 10 febbraio 2014, ha preso atto delle comunicazioni del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) e dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC) in merito alla nuova pianificazione ospedaliera. Ha preso atto in particolare che:
-negli ospedali dell’EOC di Acquarossa e di Faido verrebbero soppressi i reparti di medicina, compiti che verrebbero assunti dall’Ospedale San Giovanni (OSG) di Bellinzona. Ciò comporterebbe un grave pregiudizio per le popolazioni delle Tre Valli, che sarebbero costrette a rivolgersi all’OSG, anche per cure non acute e comporterebbe problemi organizzativi per l’OSG. La soppressione del reparto di medicina renderebbe illusorio il mantenimento di almeno un pronto soccorso. Questa scelta provocherebbe inoltre un’improvvida perdita di posti di lavoro nelle zone periferiche e provocherebbe il riversamento di oneri sui comuni e sui pazienti;
-il trasferimento dei reparti di ginecologia ed ostetricia, quindi di tutto il settore madre-bambino, dall’Ospedale Civico di Lugano alla Clinica S. Anna e dall’Ospedale la Carità di Locarno alla clinica Santa Chiara. Se la decisione fosse confermata si tratterebbe di una massiccia privatizzazione di compiti, attualmente svolti con soddisfazione di tutti da parte di Istituti dell’EOC: essa trascurerebbe la diversa concezione di cure tra l’istituto pubblico, orientato alla qualità della prestazione, e quello privato, alla ricerca del profitto. Si tratterebbe di un regalo, assolutamente ingiustificato, dell’Ente pubblico in particolare al Gruppo Genolier, che sta praticando una politica di acquisizioni di istituti ospedalieri in tutta la Svizzera. Con questa politica il DSS sta peggiorando ulteriormente in Ticino il delicato equilibrio tra pubblico e privato;
-il progetto di pianificazione non considera in nessun modo l’evoluzione legata alla costituzione di un master in medicina in Ticino, fondamentale per garantire anche in futuro una medicina di qualità nel nostro Cantone.
L’ASP auspica vivamente che il progetto definitivo di pianificazione ospedaliera sia radicalmente modificato, che consideri gli interessi dei cittadini e dei pazienti e non quelli, come sembra essere il caso in questo momento, delle potenti lobby legate alle cliniche private a scopo di lucro.
Graziano Pestoni
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