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Graziano Pestoni: Carbone, ancora una scelta vecchia
Redazione
15 anni fa

I fautori della partecipazione alla centrale a carbone sostengono che l’energia prodotta a Lünen sarebbe indispensabile al nostro Cantone e che l’abbandono del progetto sarebbe in ogni modo troppo costoso per AET. Altri hanno già risposto che queste argomentazioni sono fantasiose, poco serie e non rispettose del cittadino. Io vorrei ricordare che la scelta del carbone non è casuale. Essa è la continuazione della politica intrapresa da Paolo Rossi, Mauro dell’Ambrogio e Marina Masoni, rispettivamente ex-direttore, ex-presidente del CdA, ex-consigliere di Stato e ex-membro del CdA. Una politica caratterizzata da interventi speculativi (Albania), eticamente insostenibili (Isole Cayman) oppure inaccettabili dal profilo ambientale e sociale (olio di palma). Una politica fondata su interventi superati tecnologicamente da decenni e sulle energie di origine fossile, gas e carbone. L’esempio eclatante è stato quello della Metanord, la costruzione di un metanodotto per dotare le economie domestiche del sopraceneri di impianti a gas, inquinante quasi quanto l’olio di riscaldamento! La partecipazione alla centrale a carbone è la continuazione di queste scelte. Esse trascurano totalmente le opportunità offerte dallo sviluppo tecnologico. AET e il Cantone, malgrado molte sollecitazioni, hanno fatto poco o nulla a favore delle energie rinnovabili. Sotto la direzione Brunett hanno addirittura lasciato sfumare la possibilità di acquisire parchi eolici in Germania. Ma anche la nuova direzione non ha mai -almeno fino a pochissimo tempo fa- intrapreso contatti seri a livello europeo per acquisire energia da fonti rinnovabili e solo da poco tempo sta valutando le possibilità di produrne in loco. AET e il Cantone hanno fatto praticamente nulla nemmeno per ridurre gli sprechi. Nulla! AET afferma addirittura che ciò non rientrerebbe nei suoi compiti. Essa dimentica che dal profilo ambientale l’energia migliore è quella … che non si consuma. Ciò preoccupa! Non solo perché AET ignora un compito che le è conferito esplicitamente da un articolo di legge, ma pure perché non sfrutta nuove opportunità. AET potrebbe sviluppare e promuovere nuove tecnologie per ridurre i consumi, sia nelle economie domestiche, sia nell’industria. E creerebbe perfino molti posti di lavoro, di cui abbiamo un gran bisogno. Il carbone costituisce una scelta di comodo per AET. Se prevale il NO all’iniziativa, per altri 25 anni può dormire sonni tranquilli! L’approvvigionamento energetico del Cantone è garantito. Votare SI all’iniziativa significa invece optare per una scelta moderna, innovativa, forte! Anche se impegnativa. Significherebbe impegnarsi, da subito, per la ricerca di partecipazioni in impianti di energie rinnovabili in Europa, sviluppare impianti in Ticino, promuovere il risparmio energetico. Altri Cantoni e altri Paesi hanno fatto questa scelta. Perché non lo può fare anche il Cantone Ticino? Graziano Pestoni, già presidente Commissione energia del Gran Consiglio

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