
Nessuna persona al mondo nasce con una discriminazione o avversione biologica verso persone che hanno sembianze o un colore della pelle diverso dalla loro. Le razze umane secondo la “dichiarazione sulla razza” del 1950 da parte dell’ UNESCO non esistono ma esistono solo etnie.
La sinistra, che tanto ci tiene al politicamente corretto, come mai si attiene ad usare una parola, razzismo, che da più di 60 anni è ormai obsoleta? Parola usata a senso unico (bianchi che discriminano tutti gli altri) e se invece fossero i bianchi ad essere discriminati da altre etnie di sicuro un motivo ci sarà per giustificare questa situazione ma sicuramente non sarà razzismo verso i bianchi.
Ciò che oggi accade è che dopo ennesime esperienze negative, o se ci basiamo sulle statistiche, crimini commessi dalla stessa etnia o gruppo, i cittadini cominciano a diventare cauti, scettici e ad avere dei pregiudizi nei riguardi di questi . Per esempio: ciò che accade verso i richiedenti l’asilo in Svizzera (che in toto non sono ne un’etnia, ne una religione o un gruppo politico), i quali rappresentano solo il 0.6% della popolazione ma commettono quasi il 10% dei crimini nella nostra nazione. Gli “ospiti” delle nostre carceri a livello federale sono per il 75% persone forestiere. Si sta sempre più diffondendo tra i cittadini la domanda perché, con quali aspettative, intenzioni e cosa apportano alla nostra società i nuovi arrivati.
Tutte domande legittime che i cittadini di un paese civile, cristiano, altamente moderno, che offre sicurezza, assistenza medica, libertà, la parità tra i sessi e la possibilità di prosperare, che è stato creato dal duro lavoro e dai i sacrifici delle generazioni antecedenti la nostra, può fare agli stranieri che si vogliono insediare nel nostro paese.
Faccio fatica a capire come mai certi immigranti non vogliono adattarsi al nostro stile di vita ma vorrebbero insediare le proprie leggi, la propria cultura, magari anche il proprio fanatismo religioso, politico e la corruzione, ovvero gli stessi usi e costumi che hanno portato allo sfascio il proprio paese d’origine e quindi all’esodo dalla propria patria verso la nostra. Non hanno capito che se il nostro paese funziona è perché ci sono dei sistemi e delle leggi alle quali tutti si devono attenere, ed è solo così che si può andare avanti.
Magari la sinistra non ha gli argomenti per inventare un nuovo termine per definire non politicamente corretti i cittadini che si oppongono ad un cambiamento dei valori secolari della nostra società come la libertà, la sicurezza, la democrazia, il rispetto per la donna a scapito dell’arroganza, prepotenza e non integrazione da parte di certi stranieri.
Gli esseri umani oggi vengono accettati e integrati o discriminati ed espulsi in base al loro apporto alla collettività e alla società, non in base al colore della loro pelle, etnia, religione o vedute politiche: quindi il razzismo nella nostra società multiculturale in senso lato, secondo me non esiste più.
Glen Brändli, candidato al Consiglio nazionale per la Lega dei Ticinesi
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