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Giubiasco e Sigirino: reprimere gli abusi sul nascere
Redazione
17 anni fa
Meinrado Robbiani

Nell’ambito di alcuni cantieri (Alp Transit Ticino, Termovalorizzatore Giubiasco), la cui dimensione implica il coinvolgimento di imprese di diversa provenienza e natura, stanno venendo a galla situazioni di aberrante abuso, che l’AIC (Associazione interprofessionale di controllo) ha rilevato e delle quali si sta occupando. Un concatenamento perverso di subappalti consente di perseguire obiettivi di profitto nel più aperto disprezzo delle norme vigenti in materia di occupazione di manodopera estera e di condizioni di lavoro. È questa logica che ha condotto imprese svizzere a subappaltare le opere a ditte di paesi a più bassi salari, i cui dipendenti sono qui impiegati alle condizioni del loro paese di provenienza. Questa inaccettabile deriva deve essere repressa sul nascere con interventi risoluti che chiamino in causa la responsabilità sia degli enti appaltanti, sia delle imprese che hanno ottenuto l’appalto. L’OCST, oltre agli interventi che vanno attuati all’interno dell’AIC e della Commissione tripartita, chiede in particolare: - all’Autorità cantonale competente di bloccare l’attività delle imprese che non si sottomettono ai controlli degli ispettori del lavoro; - al SECO (Segreteria di Stato dell’economia ) di indire una riunione urgente della Commissione tripartita federale per adottare le misure atte a prevenire questo genere di abusi; - al Consiglio federale di adeguare le disposizioni della Legge sul lavoro distaccato, prevedendo la responsabilità solidale di chi appalta in caso di abuso e rafforzando le relative sanzioni. Meinrado Robbiani, segretariato cantonale OCST

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