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Giovanni Pedrozzi - Mense scolastiche e libertà parentale
Giovanni Pedrozzi - Mense scolastiche e libertà parentale
Giovanni Pedrozzi - Mense scolastiche e libertà parentale
Redazione
7 anni fa

Sto seguendo con interesse il dibattito sulla obbligatorietà di pranzare presso le mese scolastiche per i bambini al primo anno della scuola dell’infanzia. Nell’ultimo decennio le mense scolastiche sono migliorate molto, dalla cura del cibo fino agli aspetti pedagogici, ma come Svizzero “libero e responsabile”, non mi sento di condividere quest’ultima iniziativa.

Ben venga lo Stato in supporto ai genitori, ove essi siano in difficoltà nello svolgere il loro compito (a causa degli impegni professionali o nel caso di famiglie monoparentali), oppure per le famiglie che non sanno alimentarsi correttamente (conosco dei casi in cui i figli hanno imparato a mangiare in modo sano in mensa e poi hanno portato a casa queste conoscenze). Ma da qui a rendere la partecipazione alla mensa obbligatorio ce ne passa; lo stato deve fungere da supporto ai genitori, ma non deve sostituirli.Non conosco il ragionamento alla base dell’idea di rendere obbligatoria la frequenza delle mense scolastiche, spero non sia il preconcetto che solo lo stato sia capace di preparare un pranzo ed educare gli alunni. Il punto forte della Svizzera è proprio l’equilibrio tra liberà e doveri individuali, ma con questa proposta si rischia di andare oltre. Più lo Stato si fa carico di compito, più la gente si deresponsabilizza. Risultati nefasti si sono visti nel XX secolo con il comunismo, che si basava su dei principi lodevoli, ma purtroppo non realizzabili per colpa della debolezza dell’essere umano.

Faccio un esempio: in diverse province italiane, dal 15 novembre al 15 aprile le automobili devono montare gli pneumatici invernali. Pneumatici montati, legge rispettata. Il singolo individuo viene deresponsabilizzato, al suo posto ci pensa lo Stato, e il cittadino “spegne” il cervello. E se il 22 aprile dovesse nevicare? Gomme estive, altrimenti si rischia una multa. Fortunatamente la Svizzera è un paese liberale, con relativamente poche leggi e che ancora responsabilizza l’individuo. In Svizzera non c’è l’obbligo di montare gli pneumatici invernali, ma se un automobilista causa un incidente o intralcia il traffico ne paga pesantemente le conseguenze. Mi sembra che il nostro sistema funzioni bene e spinga il singolo individuo a ragionare con la sua testa e a prendere delle decisioni, cioè a responsabilizzarsi. Ogni nuova legge è una sconfitta per la nostra società, perché vuol dire che non siamo capaci ad autoregolarci.

Ultimo pensiero: prima di fare una nuova legge, applichiamo bene quelle che già abbiamo. Recentemente siete stati in una classe con 25 allievi? Per una buona istruzione dei nostri figli, ritengo molto più importante e urgente ridurre il numero massimo di allievi nelle classi, come proposto dal DECS. Inoltre, se si vuole ritornare alle scuole dell’infanzia, e dare un buon servizio pedagogico, le maestre/i non dovrebbero essere eccessivamente caricate/i di lavoro. Conosco casi di maestre che devono gestire 25 bambini dalla mattina alla sera, senza pause e pranzo in mensa compreso!, al punto che dover andare in bagno per i bisogni fisiologici è un problema; e i bei discorsi e leggi sull’educazione dei bambini/e durante il pranzo vanno a farsi benedire.

Giovanni PedrozziIng. Geotecnico

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