Giovanni Pedrozzi - Covid-19, negozi e un futuro da reinventarsi
Giovanni Pedrozzi - Covid-19, negozi e un futuro da reinventarsi
Foto CdT/Gabriele Putzu
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Se vuoi cambiare il tuo futuro, prima devi cambiare te.

I negozi ticinesi sono in crisi da anni perché l’economia sta cambiando. Crisi, dal greco, inizialmente significava separare, poi scegliere e in seguito fase critica (sempre inteso nel senso di mutuazione e trasformazione). Il significato negativo è, invece, solo recente. Questi due concetti li ho ben impressi nella mia mente e da ogni situazione difficile cerco il lato positivo, da cui ripartire più forte. Anche in questo periodo sto imparato cose nuove, e qualche spunto per migliorare il mio studio di geologia li ho trovati e li applicherò.

Gli ostacoli per i negozianti sono veramente numerosi: dalla concorrenza oltre confine, ai centri commerciali e adesso anche lo shopping online, quest’ultimo forse il più temibile. Per sopravvivere, i negozi dovranno reinventarsi, perché i tempi d’oro sono passati e non ritorneranno più.

Che fare allora? Secondo me c’è solo una risposta: cambiare e reinventarsi! Ma come? Valutare in modo onesto le condizioni quadro e, uniti, prendere delle iniziative innovative. Non ho competenze in materia, ma mi permetto di proporre delle idee.

Il cliente apprezza la consulenza personalizzata e in questi mesi ci siamo tutti resi conto quanto sia importante il contatto umano; un grande atout per i negozi. I centri commerciali hanno, invece, il vantaggio di poter proporre molti negozi in poco spazio, e il cliente può confrontare rapidamente più prodotti e trovare quello che cerca. La scelta che c’è anche nelle nostre città, ma va cercata, e non è sempre riconoscibile al primo colpo d’occhio. Ed ecco la mia proposta: creare nelle città ticinesi una rete tra i negozi, in modo che il cliente, e soprattutto il turista, riesca ad orientarsi rapidamente e poter fare shopping in modo mirato. Ma come? copiare i punti forti dei centri commerciali e dei negozi online, mantenendo l’atout del contatto umano dei negozi.

Creare un sito internet unico dei commerciati della propria città dove tutti i negozio possano mettere in rete una parte dei loro prodotti, abbastanza per incuriosire e attirare in città nuovi clienti (un sito internet semplice per permette ai negozianti di inserire direttamente e rapidamente qualche loro prodotto). Per la vendita on line, la gestione del magazzino, il ritiro e la spedizione dei prodotti, i pagamenti, i controlli dei pagamenti e i richiami possono essere fatti in comune contenendo i costi. Ciò permetterebbe ai negozi d’essere presenti nello shopping online, in futuro un must, con dei costi contenuti e impegnando poco tempo.

Creare una brochure con una piantina della città che indichi i vari negozi, con il nome “La via dello shopping”, in modo che il turista si possa muovere in città velocemente e trovare subito il negozio che gli interessa, esattamente come nei centri commerciali. Assieme alla brochure posare in città pannelli con cartine indicanti i negozi, e sulle vetrine esporre il codice QR per poter accedere al sito del negozio.

Questa idea, all’inizio potrebbe essere sviluppata dagli studenti dell’USI, che studiano comunicazione e informatica, poi dovrà reggersi sulle proprie gambe.

Altra difficoltà per i turisti, e faccio fatica anch’io, è capire quando sono aperti i negozi nei giorni festivi. Anche qui servirebbe una idea che al momento non ho ancora avuto.

Per concludere, i risultati del recente studio di NetCom Suisse: oltre il 55% dei consumatori sarebbe pronto ad acquistare dai negozi locali se questi avessero un sito, e il 60% vorrebbe più “multicanalità” dei negozi (prenotazione in rete e poi ritirare la merce nei punti vendita).

Giovanni Pedrozzi, ingegnere geotecnico

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