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Giovanni Jelmini: No al carcere minorile
Redazione
16 anni fa

In occasione della seduta del Comitato cantonale del 20 maggio, PPD e Generazione Giovani hanno comunicato di non sostenere l’iniziativa popolare per la revisione parziale della Costituzione, che mira a garantire la presenza anche in Ticino di almeno una struttura per la detenzione preventiva, l’esecuzione delle pene privative della libertà e delle misure stazionarie per minori. Iniziativa promossa dai giovani liberali radicali ticinesi senza il coinvolgimento di altre forze politiche. La creazione in Ticino di un carcere minorile non è infatti in alcun modo giustificata dalla realtà dei fatti. I minorenni condannati a pene detentive in Ticino sono stati: 3 nel 2007, 3 nel 2008 e 2 nel 2009. Attualmente i giovani delinquenti ticinesi scontano la loro pena in appositi istituti nella Svizzera romanda. I costi annui sono di ca. 700'000 franchi a fronte di un investimento plurimilionario che comporterebbe la costruzione di un carcere minorile, oltre a spese di gestione altrettanto elevate. Ma prescindendo da questo, in termini educativi è secondo il PPD forse preferibile che, anche fisicamente, ci sia un certo distacco dalla comunità che renda più comprensibile il messaggio che certi comportamenti non possono essere accettati. L'iniziativa non avrà l’effetto di irrigidire le pene verso i giovani delinquenti (occorrerebbe una modifica della legge penale minorile), ma unicamente di trasferire il loro luogo di detenzione in Ticino. Un carcere minorile in Ticino è quindi ininfluente in termini preventivi e repressivi. Per far fronte in modo efficace al disagio giovanile è piuttosto necessario realizzare un centro di contenimento che si occupi di seguire quei giovani che, al di là di condanne penali, presentano dei comportamenti a rischio. Oggi questa proposta, appoggiata dal PPD e dal nostro Consigliere di Stato, è sul tavolo del Governo. Con il sostegno degli altri Partiti si potrà procedere entro breve alla realizzazione di questa struttura, il cui ruolo preventivo sarà fondamentale. Vincolare i destini del centro di contenimento a quello di un carcere, come proposto, rischia unicamente di procrastinarne i tempi di attuazione, se non addirittura comprometterla. Giovanni Jelmini, presidente PPD Ticino

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