
A partire da domenica 29 aprile, anche a capo dei Comuni di Balerna, Morbio Inferiore, Novazzano, Neggio, Aranno, Astano, Bioggio, Brusino Arsizio, Cevio, Manno, Gordola, Lavertezzo e Giornico vi è un sindaco popolare democratico. Le elezioni dello scorso fine settimana sono state un trionfo per il PPD. A parte Maroggia dove si dovrà votare ancora una volta per vedere eletto - ci auguriamo - il nostro Oscar Ferraroni e Magliaso, dove purtroppo abbiamo perso il nostro Marino Monti, siamo riusciti a difendere tutti i nostri attuali sindacati. Nel Mendrisiotto siamo addirittura riusciti in una memorabile impresa: quella di nominare quattro nuovi sindaci popolari democratici invertendo il bilancio prima favorevole al PLRT con otto sindaci su undici e ora favorevole al PPD con sette sindaci contro i quattro liberali. Il nostro successo è stato messo in risalto in particolare dal Giornale del Popolo che lunedì 30 aprile ha dedicato ampio spazio ai risultati elettorali, oltre all’editoriale del vice direttore Gianmaria Pusterla dal titolo “Popolare di nome e di fatto”. Grazie quindi a tutti coloro che ci hanno sostenuto in quest’ultimo sforzo elettorale e complimenti a tutti i nostri sindaci, ma soprattutto auguri per l’importante impegno in questa nuova legislatura. In merito al brutto episodio di cui si parla in questi giorni, ossia al macabro augurio rivolto dalle pagine del Mattino a Giovanni Orelli, mi unisco all’indignazione che è stata manifestata. Augurare la morte a qualcuno è orribile e riprovevole e non c’è satira che possa giustificare questi episodi. L’indignazione, come ha giustamente osservato qualcuno, dovrebbe essere manifestata - sempre e senza troppi distinguo - nei confronti di tutti coloro che invocando pretestuosamente la libertà di espressione, di stampa, di critica o di satira, si sentono legittimati a denigrare, a insultare e a ferire le persone delle quali non condividono le idee. Purtroppo, in Ticino il confronto politico sta diventando un letamaio, dove sembrerebbe vincere chi riesce a spandere più letame sull’avversario. Noi, popolari e democratici, a questo gioco e alle sue strumentalizzazioni non ci stiamo e chiediamo che il confronto politico torni a svolgersi al tavolo delle idee e nel totale rispetto delle persone. Non condividiamo neppure l’ipocrisia di coloro che si esprimono e difendono solo una parte delle persone vittime di offese e che invitano a uscire dal silenzio sempre solo in alcuni casi di inciviltà o, ancor peggio, che nella lotta all’imbarbarimento utilizzano lo stesso “spandiletame” dei loro nemici. Torniamo quindi a occuparci di politica più responsabilmente e con più rispetto delle persone. Tutti. In primo luogo chi è impegnato in politica, ma anche chi si occupa di informazione e, più in generale, chi ha a cuore questo nostro Paese. Un Paese, il cui valore aggiunto sta proprio nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze culturali, linguistiche, religiose e anche politiche dei suoi Cantoni e dei suoi cittadini. Giovanni Jelmini, presidente cantonale PPD
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