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Giovanni Jelmini: Due tubi per il tunnel del Gottardo
Redazione
16 anni fa

In occasione dell’azzurrissima dello scorso anno abbiamo voluto parlare di scuola e abbiamo posto una serie di domande all’onorevole Gendotti sulla situazione della scuola ticinese. Già il solo fatto di aver posto delle domande ha suscitato l’irritazione da parte del capo del Dipartimento, quasi che la scuola ticinese fosse una sorta di “riserva privata” del DECS. Le risposte che abbiamo ricevuto non ci hanno soddisfatto. Abbiamo quindi continuato a interessarci di scuola e in particolare di formazione professionale, organizzando una manifestazione di richiamo cantonale all’Università della svizzera italiana con la partecipazione anche del segretario di Stato per l’educazione e la ricerca, Mauro Dell’Ambrogio. Questa sera non torneremo sull’argomento scuola. L’on. Gendotti potrà quindi festeggiare la fine dell’anno scolastico, senza motivi di disturbo da parte del PPD. Questa sera la questione sulla quale vogliamo proporre una breve riflessione e che ci preoccupa è un’altra. Il Ticino è a quotidiano rischio collasso per quanto concerne la circolazione stradale. È sufficiente un piccolo incidente sull’autostrada per creare grossi disagi e colonne chilometriche. Al nord e al sud del portale del San Gottardo la situazione peggiora ogni anno. Ore e ore di colonne per venire al sud delle alpi come pure per fare ritorno al nord. La paralisi del traffico significa paralisi anche per l’economia cantonale. A rendere la situazione ancora più problematica è la preannunciata necessità di intervenire con opere di manutenzione straordinaria nel tunnel autostradale del San Gottardo. Si afferma, in modo purtroppo molto verosimile, che si dovrà procedere a una chiusura prolungata della galleria nei prossimi anni. E’ un’ipotesi che ci preoccupa molto. In tempi recenti la via stradale delle genti è stata chiusa in modo prolungato a due riprese. In occasione dell’incidente del 2000 e, qualche anno dopo, in occasione delle frane nel Canton Uri. Gli effetti negativi per la nostra economia sono stati molto pesanti. Uno Studio dell’IRE parla di una perdita per il Ticino di ca. mezzo milione di franchi per ogni giorno di chiusura del tunnel del Gottardo. Il PPD non intende accettare questo stato di cose. Il PPD intende reagire e intende lottare a favore della mobilità nel nostro Cantone. A lungo termine - siamo tutti d’accordo - occorre privilegiare le soluzioni migliori dal profilo ambientale: potenziare la rete dei trasporti pubblici e trasferire le merci dalla strada alla ferrovia. Ma le soluzioni non possono attendere anni o decenni e, soprattutto, non possiamo accettare che il rischio di collasso si trasformi in paralisi certa. Per questo vogliamo ad esempio che il tunnel del Gottardo venga realizzato come era stato inizialmente previsto e cioè con due tubi. Se ne potrà poi chiudere uno per tutti i necessari lavori di manutenzione straordinari, ma prima si apra il secondo tubo in modo da non pregiudicare ancora una volta gli interessi del Ticino. Noi chiediamo al Consiglio di Stato - e in particolare al Dipartimento del Territorio - che si attivi presso la Confederazione per assicurare una gestione diversa ed efficiente del traffico sull’asse autostradale. Una segnaletica attuale e moderna, che in tempo reale permetta di indirizzare l’automobilista verso le scelte migliori e che permetta di gestire le colonne, soprattutto nel Sottoceneri, senza gli attuali problemi. Si tenga presente che oggi non sarebbe più possibile una forma di protesta come quella attuata agli albori del movimento della LEGA, quando fu bloccato il traffico autostradale: ormai il traffico si ferma da solo, anche senza l’intervento di manifestazioni di protesta! Vogliamo anche un sistema d’informazione moderno, performante, che permetta agli automobilisti ticinesi di conoscere in tempo reale le condizioni del traffico in entrata e in uscita dalle città, in modo tale che ognuno possa conoscere i tempi di attesa e possa decidere se cambiare itinera

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