Cerca e trova immobili
Ospiti
Giovanni Berardi - Quel flato rumoroso delle mucche
Redazione
6 anni fa

Non esistono praticamente sinonimi per definire quell’emissione brusca e rumorosa, dalla bocca, di aria o gas proveniente dallo stomaco. Per questo perdoniamo il WWF se ha usato urbi et orbi il termine “rutto”, considerato volgare e sconveniente, per descrivere i risultati di uno studio sul confronto dell’impatto ambientale del latte di mucca e dei drink vegetali. Ma non lo perdoniamo per aver definito i rutti delle mucche come “killer” del clima. Ma andiamo con ordine. Mettete che un’associazione ambientalista per giustificare la propria crociata contro gli allevamenti decida di commissionare uno studio a una ditta specializzata, attendendosi evidentemente risultati eclatanti. Metteteci anche che la ditta scelta svolga il suo lavoro in modo serio e oggettivo, dicendo pane al pane e vino al vino e che produca uno studio in cui i dati raccolti la portano ad affermare nelle conclusioni che, citiamo dallo studio (pagina 31, terzo capoverso): “I risultati indicano che anche a fronte di un completo spostamento dal latte vaccino a drink vegetali (p. es. latte di soia), il potenziale di riduzione dei gas a effetto serra è assai ridotto. Inoltre, un tale cambiamento di comportamento implica attualmente costi finanziari chiaramente maggiori e dunque non è alla portata di tutti i consumatori.” Fine della citazione. Insomma, lo studio non risponde alle attese e allora cosa fa l’associazione ambientalista? Se ne esce comunque con il titolo “I rutti delle mucche killer del clima”. Come giudichereste un tale comportamento? Prevenuto e scorretto, non vi pare? Tanto più che in tema di studi, proprio la scorsa settimana una rivista agricola svizzera ha riportato che la presenza di ruminanti in zona di montagna ha dei vantaggi per il clima. La gestione di erbai e pascoli, e in Svizzera sono quasi il 70% di tutta la superficie agricola, permette di diminuire le emissioni di gas esilarante ossido di diazoto che concorre al riscaldamento climatico. Lungi dal poter affermare che grazie alle mucche il clima è salvo, ma almeno si può concludere che il tradizionale allevamento in Svizzera va tolto come obiettivo di avventate crociate ecologiste. In definitiva, l’impressione è che, restando in tema di emissioni, il WWF abbia titolato la notizia in quel modo pensando di permeare l’opinione pubblica. Un po’ come emettere una flatulenza in una sala chiusa affinché tutti se ne accorgessero. Per fortuna c’è ancora gente pronta ad aprire la finestra e ad arieggiare bene l’ambiente, come dimostrano i numerosi commenti indignati sui social.

Giovanni Berardi, presidente di Agrifutura

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata