Cerca e trova immobili
Ospiti
Giovanni Berardi - Le officine, la stufa e il Cantone
Giovanni Berardi - Le officine, la stufa e il Cantone
Giovanni Berardi - Le officine, la stufa e il Cantone
Redazione
8 anni fa

C’è un episodio nella storia svizzera in cui un fanciullo, venuto a conoscenza di un complotto degli Asburgo per conquistare Lucerna, da poco entrata a far parte della Confederazione, fu minacciato dagli austriaci e costretto a giurare di non svelare il piano ad anima viva. Il ragazzino se la diede a gambe e si rifugiò in un’osteria, dove per mantenere il giuramento si mise a parlare… con la stufa, permettendo agli astanti di udire e di sventare l’assalto.

Questo episodio, che in termini moderni è ben reso dal detto “Parlare a nuora, affinché suocera intenda” ci consente di sviluppare un aspetto legato alla dislocazione ad Arbedo-Castione delle Officine FFS, ovvero l’importante sottrazione (circa 80 mila metri quadrati) di superfici agricole per l’avvicendamento delle colture in caso di crisi, le cosiddette SAC. In concreto, a una piccola associazione di agricoltori come Agrifutura, che non dispone del diritto di ricorso, non resta altro da fare che parlare a nuora (ossia all’opinione pubblica) affinché suocera (il Cantone) intenda.

E cosa c’è di così importante da intendere? Come da noi segnalato durante la conferenza stampa sulle officine organizzata da alcuni Comuni della Bassa Leventina, esiste una precisa dichiarazione di intenti tesa a responsabilizzare i promotori di grandi progetti federali nel voler compensare le eventuali superfici SAC sottratte. La dichiarazione d’intenti è stata sottoscritta nel 2017 da diversi Uffici federali tra cui anche quello dei trasporti. Essa si fonda anche sul documento intitolato «Memorandum du groupe de travail “Infrastructures de la Confédération et SDA”». Questi protocolli d’intesa raccomandano ai promotori di grandi progetti federali di collaborare con i Cantoni nel trovare soluzioni adeguate per compensare il territorio sottratto.

Il tema delle SAC in Ticino è urgente perché oggi la pressione sui terreni agricoli è ancora ben presente e il contingente SAC assegnato al Ticino è lungi dall’essere rispettato e inserito nei piani regolatori. In futuro non si possono escludere crisi alimentari ed è per questo che nell’interesse della collettività la Confederazione impone di tutelare a lungo termine le superfici più fertili.

A questo punto è lecito chiedersi se non sia il caso che il Cantone si faccia parte diligente nello stimolare l’applicazione concreta di queste dichiarazioni di intenti. Non sarebbe elegante lasciare questo compito, di pertinenza di autorità superiori e rispondente a obiettivi di interesse pubblico, a piccoli gruppi di interesse quale la nostra associazione o a privati. In altre parole, ci auguriamo che ora che abbiamo parlato a nuora, la suocera si mostri (per una volta) ragionevole e comprensiva.

Giovanni Berardi, Presidente di Agrifutura

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata