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Giovanna Viscardi - A cosa si ispira il Progetto della nuova amministrazione?
Redazione
11 anni fa

Interrogazione - Progetto nuova amministrazione (PNA) 

Da qualche tempo si discute della cosiddetta “riorganizzazione dei Dicasteri della Città di Lugano”: il progetto PNA tuttavia non è ancora noto nei dettagli.

Premesso che la necessità di ottimizzare l’organizzazione e il funzionamento dell’amministrazione comunale è un dato di fatto del tutto condivisibile e condiviso, non ci si può esimere dal porsi alcuni interrogativi.

Il progetto riorganizzativo e il modello proposti, a prima vista, appaiono abbastanza coerenti: l’eliminazione di doppioni, l’accorpamento di attività affini, la revisione dell’assetto logistico di taluni uffici amministrativi e la razionalizzazione delle risorse umane sono passaggi oggettivamente indispensabili. Inoltre l’obiettivo di ridurre i Dicasteri a 7 (uno per Municipale) sembra del tutto logico. Purché le attribuzioni di competenze rispettino il principio della congruenza.

Analizzando meglio il risultato degli accorpamenti proposti, è lecito sollevare qualche dubbio.

I 7 Dicasteri previsti, in sintesi:

1. Dicastero ISTITUZIONI: riunisce risorse umane (gestione personale, formazione, ecc.); cancelleria comunale (che si occuperà pure dell’archivio amministrativo e del servizio votazioni e ufficio quartieri, nonché dell’amministrazione dei cimiteri); comunicazione e relazioni istituzionali (ufficio stampa e progetti comunicazione); promuovimento economico.Una prima perplessità riguarda la connessione della divisione promuovimento economico con le altre divisioni presenti sotto questo Dicastero (perché non è stata inserita nel Dicastero consulenza e gestione?).

2. Dicastero CONSULENZA E GESTIONE: riunisce finanze, giuridico e informatica.La futura divisione informatica e il suo scopo sembrerebbero avere maggiori affinità col Dicastero istituzioni.Analoga osservazione potrebbe essere fatta per la divisione giuridico.

3. Dicastero IMMOBILI: riunisce l’attuale edilizia pubblica e parte dell’attuale DSU, e si suddivide in 4 divisioni: gestione logistica, progettazione, realizzazione e manutenzione.

4. Dicastero SICUREZZA E SPAZIO URBANO: riunisce pompieri, polizia e spazio urbano. Quest’ultima divisione si occuperà del supporto, del verde pubblico, delle zone collinari, dei servizi tecnici, del genio civile e delle strade.

La divisione spazio urbano sembrerebbe avere maggiori analogie con lo scopo del Discastero sviluppo territoriale.

5. Dicastero FORMAZIONE, SOSTEGNO E SOCIALITA’: riunisce scuola (istituti scolastici), sostegno (accudimento minori, prevenzione, promozione e integrazione sociale, prossimità e lavoro, attività giovanili), socialità, autorità regionali di protezione.

Siamo a conoscenza dell’intenzione di esternalizzare, a breve termine, gli istituti sociali, costituendo un ente autonomo che li gestisca. Senza volersi esprimere circa la bontà di questo progetto, appare fin da subito evidente che l’area “sostegno” (prevista sotto la divisione sostegno e socialità) non potrà essere affidata a una gestione esterna.

L’affinità tra sostegno e scuola pare assodata; molto meno, invece, quella tra socialita e scuola.

6. Dicastero CULTURA, SPORT ED EVENTI: riunisce attività culturali, attività sportive, eventi e congressi.

Questo Dicastero mira a sostituire e razionalizzare il Dicastero turismo. Grazie alla riunione di queste divisioni, la promozione turistica della Città sarà più completa e soprattutto meglio organizzata.Tuttavia la separazione della cultura dalla scuola, in maniera così netta, appare di difficile comprensione.

Pure le attività sportive sembrerebbero essere maggiormente congeniali a quelle del Dicastero formazione, sostegno e socialità.

7. Dicastero SVILUPPO TERRITORIALE: riunisce pianificazione, ambiente e mobilità; edilizia privata.

Come già accennato sopra, è difficile comprendere i motivi per i quali la divisione spazio urbano non sia stata accorpata a questo Dicastero.

E’ chiaro che l’aspetto della riorganizzazione dell’amministrazione e dei dicasteri è di competenza del Municipio. Tuttavia viste le perplessità che questo progetto suscita, avvalendoci delle facoltà concesse dalla LOC e dal Regolamento comunale, ci permettiamo di porre a questo lodevole Municipio le seguenti domande:

1. Con quali criteri è stato composto il Gruppo di lavoro PNA?

2. Quali direttive ha dato il Municipio al Gruppo di lavoro, e quali vincoli gli ha posto?

3. A quali modelli (di città svizzere o estere) si è ispirato il Gruppo di lavoro?

4. Secondo il Municipio è stato raggiunto l’obiettivo del PNA? E se sì. Quali sono gli effetti in termini di efficacia ed efficienza, e di risparmio economico?

Giovanna ViscardiRoberto BadaraccoRoberto RitterMario AntoniniCherubina RavasiRomolo PignoneFerruccio UnternährerPeter Rossi

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