Gioventù Comunista
Giovani UDC, perché vi rendete strumenti del sionismo?
Redazione
10 giorni fa
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La Gioventù Comunista risponde al comunicato dei giovani democentristi, critici verso la “Giornata per la Palestina” del 17 novembre.

Siamo anzitutto soddisfatti di vedere come il movimento che più ha sostenuto lo smantellamento della scuola pubblica del nostro paese negli ultimi anni, trattando l’istruzione come una spesa anziché un come un investimento, sia ora così vigile e militante nella difesa degli studenti, delle studentesse e dell’intero settore educativo. Sarebbe tuttavia importante incanalare questa attenzione in maniera coerente, riacquistando una certa proprietà lessicale e una coscienza politica degna di questo nome.

I Giovani UDC in un comunicato definiscono il SISA un “presunto sindacato che si presenta come voce degli studenti, ma che in realtà è saldamente controllato da rappresentanti dei Giovani Comunisti”.  Che all’interno del SISA operino anche nostri membri della Gioventù Comunista è certamente vero: infatti i nostri membri hanno il preciso dovere di operare a favore dello sviluppo dei sindacati di tutte le categorie, non solo quindi nel SISA. Lo facciamo in maniera unitaria accanto a tanti altri studenti che nemmeno sono membri di un partito. Cosa c’è di strano? Non è forse noto che il sindacato OCST sia il referente sindacale del Centro? E il fallimentare TiSin non era forse il referente pseudo-sindacale della Lega? E il SIT non è forse il referente sindacale del PLR? E ovviamente lo stesso vale per la sinistra…

I Giovani UDC ci invitano poi a lottare per “migliorare la qualità dell’insegnamento o il sostegno all’apprendimento”. E ce lo vengono a insegnare loro? La Gioventù Comunista da anni (sia in collaborazione con il SISA sia in maniera autonoma) ha mobilitato studenti e apprendisti contro allo smantellamento dell’istruzione pubblica, in difesa della salute mentale degli allievi, contro all’aumento del costo della vita, eccetera. Inutile dire che i Giovani UDC non c’erano mai: anzi, loro stavano dall’altra parte della barricata. Allo stesso modo oggi contestano una mobilitazione che si inserisce perfettamente nella Legge della Scuola in quanto il suo obbiettivo è formare dei cittadini del domani in merito all’attualità del genocidio del popolo palestinese, anche con spirito critico.

Peccato che i Giovani UDC non abbiano colto un problema di incoerenza fra quello che dicono e quello che fanno: loro, così tanto “patrioti”, sono oggi d’accordo che un governo estero come quello sionista si infiltri nelle nostre università e nelle nostre scuole con intollerabili atti di censura? La vera neutralità significa riconoscere lo Stato di Palestina accanto al già riconosciuto Stato di Israele, mentre oggi il Consiglio federale è schieratissimo solo dalla parte del regime genocida israeliano. La vera neutralità è anche ovviamente stare lontani dalla NATO che supporta l’Entità sionista, e invece i Giovani UDC che si dicono critici verso la NATO poi però si schierano con Israele che è organicamente alleato alla NATO. I Giovani UDC invece di fomentare astio verso di noi e invece di dividere i giovani, si uniscano a noi difendendo seriamente la sovranità e la neutralità del nostro Paese. 

Gioventù Comunista

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