
La proposta di leva obbligatoria per le donne, scaturita dal Movimento giovanile svizzero del PPD, è vista con grande scetticismo dalla sezione ticinese dei giovani PPD-Generazione Giovani, la quale, attraverso il proprio membro nella direzione nazionale, ha da subito avversato tale iniziativa. Il nostro Movimento è infatti convinto che un aumento degli effettivi, inserendo nell’obbligo di leva anche le donne, non sia assolutamente opportuno in questo momento storico, visti i compiti e le sfide che il nostro esercito deve affrontare. Generazione Giovani è infatti convinta della necessità di avere un esercito di milizia forte ed efficace, ma adeguato alle esigenze del XXI secolo. Non sono più i numeri e le leve di massa che fanno di un esercito la sua forza, esso deve la sua credibilità alla preparazione ad affrontare con i giusti mezzi i pericoli che incombono sulla sicurezza del Paese. L’idea di obbligare le donne a prestare servizio mal si addice inoltre al nostro tradizionale sistema militare che prevede una scuola reclute di lunga durata e successivamente dei corsi di ripetizione annuali i quali chiamano i militi in servizio anche fino oltre i 30 anni. Difficilmente si potrebbe conciliare la vita di una giovane coppia con figli in tenera età e gli obblighi di servizio, visto l’assenza per più settimane della madre e nei peggiori dei casi di entrambi i genitori. Generazione Giovani si distanzia quindi dalla proposta del Movimento Giovanile PPD svizzero e ribadisce la sua idea di un esercito di milizia credibile, con effettivi ridotti rispetto al passato, ma comunque non sottodimensionato, tecnicamente e strategicamente in grado di far fronte a tutti quei compiti che un esercito moderno deve assumere nel XXI secolo. L’Ufficio esecutivo del MGPPD
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