
Ho preso conoscenza della proposta di Ordinanza federale in seguito all’iniziativa popolare per ridurre al 20% le residenze secondarie in tutti i Comuni.Nella definizione di residenza l’art. 3 recita. “ Sono considerate abitazioni secondarie ai sensi dell’art. 75b della Costituzione le abitazioni il cui fruitore non è domiciliato nel Comune “.
Considerato quanto recentemente comunicato dal Direttore del DT on. Marco Borradori, secondo cui i rustici non dovrebbero essere toccati dal provvedimento, esprimo seria preoccupazione nel constatare che il progetto di Ordinanza non ne faccia menzione.Osservo che la buona fede di molti ticinesi favorevoli all’iniziativa davano per scontato che il limite del 20% di residenze secondarie nei Comuni coinvolgesse esclusivamente gli edifici siti in zona edificabile.
Per questo motivo, considerato che in fuori zona edificabile non sono ammesse nuove costruzioni, a parte la ristrutturazione degli edifici esistenti che permettono di mantenere l’auspicata cura del paesaggio, chiedo l’urgente intervento del nostro Governo a Berna, ev. per il tramite della deputazione ticinese alle camere affinché la nostra realtà si salvaguardata.Tradotto concretamente: il Consiglio di Stato è intenzionato a fare in modo che nell’ordinanza venga definita l’ubicazione degli edifici fra zona edificabile e fuori zona edificabile, correggendo l’art. 3 nel senso sotto indicato e cioè: “Sono considerate abitazioni secondarie ai sensi dell’art. 75b della Costituzione le abitazioni che si trovano in zona edificabile, il cui fruitore non è domiciliato nel Comune “.Giorgio Pellanda, granconsigliere PLRT
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