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Giorgio Giudici: Pianificare la Città di domani
Redazione
16 anni fa

Il dinamismo della Nuova Lugano è un’occasione straordinaria per lo sviluppo della regione, una condizione che però deve fare i conti con le esigenze di mobilità, di carico ambientale e di salvaguardia della qualità della vita dei cittadini. A determinare la forza di una regione è la sua attrattiva e concorrenzialità, definita da più fattori tra i quali: la possibilità di disporre di manodopera qualificata, la sicurezza nel territorio, la pressione fiscale, l’accesso e la facilità dei collegamenti, l’offerta culturale e di svago, l’immobiliare, il paesaggio e la qualità dei servizi per citare i più importanti. Una grossa sfida che coinvolge molti attori provenienti dal pubblico e dal privato. La Nuova Lugano si è affermata in modo rapido ma ha avuto un gestazione molto lunga, con oltre 20 anni di lavoro, prima di avviare, al momento giusto, una riforma istituzionale di grande portata. Questo processo ha agito da acceleratore e da stimolo ai numerosi processi di aggregazione oggi in atto tra i Comuni e ha mostrato in modo chiarissimo che la fortuna di questa politica risiede in un approccio che cerca il consenso dei cittadini e che anticipa le nuove tendenze e i bisogni della collettività. Si tratta, in definitiva, di una riorganizzazione territoriale che mira a lanciare la Città di domani. È risaputo come le potenzialità del luganese si esprimono soprattutto attraverso la sua rapida crescita territoriale e con la realizzazione e il consolidamento di progetti importanti per la Città e per l’intero agglomerato. Tra questi emerge, in primis, quello delle aggregazioni. Questo processo, tuttora in corso, ha permesso di raddoppiare la popolazione della Città dai 28’000 abitanti nel 2000 agli oltre 56’000 abitanti di oggi e di triplicare la sua superficie territoriale, ottenendo così la necessaria compattezza territoriale e la massa critica indispensabile per lanciare e sostenere finanziariamente i Grandi Progetti della Nuova Lugano. È probabile che questo processo ci porterà, nei prossimi 10 anni, alla formazione di una città di circa 80-90 mila abitanti, inserendoci perciò tra le realtà urbane più importanti in Svizzera. In una società moderna che individua nell’organizzazione e nelle funzioni urbane il suo modello e le sue norme di sviluppo, ancora pochi Comuni possono far fronte in modo autonomo ai compiti a cui sono chiamati dai cittadini. Un fatto che impone la necessità di impiegare con razionalità le risorse economiche e finanziarie presenti e che sottolinea la necessità di un cambio di mentalità anche a livello cantonale. Questo implica l’adozione di una nuova visione della politica territoriale e in particolare dei meccanismi che regolano i flussi della perequazione finanziaria, uno strumento che oggi viene applicato in modo squilibrato in rapporto agli obiettivi di sviluppo territoriale. Infatti, i costi della centralità del Polo vanno a vantaggio dell’intera area luganese e cantonale grazie anche all’indotto creato dalla Città Polo tramite i propri servizi (sport, cultura, aeroporto per citarne solo alcuni) e agli investimenti che essa genera quale centro economico, lavorativo e commerciale. Oggi, la Nuova Lugano e la regione che ruota attorno ad essa creano la metà del prodotto interno lordo cantonale. Togliere preziose risorse per destinarli a favore di altri centri urbani che resistono alla necessità di evolvere significa indebolire il sistema stesso. Infine, si inserisce il tema della politica fiscale, un fattore determinante in termini di concorrenzialità territoriale, indispensabile per attirare nuovi insediamenti sul territorio. Il dinamismo luganese interessa l’intero agglomerato e si ricollega fortemente alla politica attiva e di apertura della città, da anni impegnata nella ricerca di sinergie con altre realtà in campo economico e turistico. L’obiettivo di questa politica è di inserirsi nelle reti e migliorare la nostra visibilità internazionale e quella delle diverse componenti economiche e produttive. Una politica di relazioni che oggi, dava

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