
Tiratina d’orecchi della SEL al vecchio Esecutivo di Bellinzona - Raccolta di firme: spetta ai Municipi istruire la polizia
Lo scorso 21 febbraio il sottoscritto aveva inviato alla Sezione degli enti locali (SEL) un’istanza di intervento contro il Municipio e la Polizia comunale di Bellinzona, denunciando una serie di ostruzionismi anticostituzionali contro la raccolta di firme a favore di iniziative popolari. Nell’istanza erano stati documentati cinque casi del genere verificatisi per cinque diverse iniziative lanciate negli ultimi cinque anni. In tutti questi casi la polizia, che in materia di autorizzazioni alla raccolta di firme decide in prima istanza su delega municipale, aveva emesso decisioni che avevano costretto gli iniziativisti a presentare dei reclami. La prima volta il reclamo venne respinto dal Municipio, ma il successivo ricorso fu accolto dal Consiglio di Stato. Nel secondo caso il reclamo venne nuovamente respinto dal Municipio, che poi però tornò sulla propria decisione (ma solo dopo che gli iniziativisti presentarono un ricorso al Consiglio di Stato) . E negli ultimi tre casi il Municipio ha accolto i reclami contro le decisioni della polizia.
Negli scorsi giorni la SEL ha preso posizione sull’istanza di intervento, precisando di non avere margini di intervento nei confronti dei servizi e dei dipendenti comunali ma ribadendo che il compito di verificare il corretto espletamento delle competenze delegate a questi servizi spetta al Municipio, il quale almeno negli ultimi tre casi segnalati nell’istanza ha svolto il suo compito di sorveglianza accogliendo i reclami presentati dagli iniziativisti. Proprio a seguito di ciò la SEL ha ritenuto che “ nel complesso l’agire del Municipio non appare negligente”, ma ha ugualmente tenuto a tirargli le orecchie sottolineando che “se per più volte il servizio che decide in prima battuta viene sconfessato dal Municipio, è fondamentale che quest’ultimo – nell’esercizio del suo dovere di sorveglianza/istruzione – da una parte si accerti che il servizio che esercita la competenza delegata abbia ben recepito il quadro giuridico entro il quale deve ( e può) determinarsi, e dall’altra si indirizzi con le necessarie direttive e istruzioni al medesimo”.
Dopo aver ricordato che lo scorso 23 marzo la Cancelleria dello Stato ha trasmesso a tutti i Municipi una circolare che non solo li invita ad attenersi “scrupolosamente” alle disposizioni legali in vigore in materia di raccolta di firme ma pure a rendere attenti al loro rispetto i servizi comunali che agiscono in delega, la SEL ha concluso ribadendo a sua volta “l’importanza di attenersi a tali indicazioni, allo scopo anche di evitare reiterati contenziosi”.
Da notare che in un’intervista dedicata agli ostruzionismi della polizia comunale denunciati dal sottoscritto e pubblicata lo scorso 28 febbraio sul portale d’informazione Ticinonline, il sindaco Mario Branda non aveva escluso di togliere alla polizia la competenza in materia d’uso del suolo pubblico “ almeno per quanto riguarda la raccolta di firme o altri eventi di valenza politica”, rinviando un’eventuale decisione in tal senso al nuovo Municipio uscito dalle urne lo scorso 2 aprile.
V’è quindi da augurarsi che in futuro, nella Nuova Bellinzona ma anche nelle altre località del Cantone in cui le varie polizie comunali hanno posto negli ultimi anni ingiustificate limitazioni di tempo e di luogo alla raccolta delle firme, i diritti costituzionali di chi lancia iniziative popolari saranno rispettati senza più costringere i promotori a perdere un sacco di tempo per presentare reclami e ricorsi.
Giorgio Ghiringhelli
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

