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Giorgio Ghiringhelli - La battaglia per la deislamizzazione dell'Europa continua
Giorgio Ghiringhelli - La battaglia per la deislamizzazione dell'Europa continua
Giorgio Ghiringhelli - La battaglia per la deislamizzazione dell'Europa continua
Redazione
11 anni fa

Niente copricapi e abiti religiosi nelle scuole

La recente sentenza del Tribunale federale a favore del velo islamico nelle scuole favorirà la diffusione di questo simbolo della radicalizzazione islamica fra le musulmane minorenni che frequentano le nostre scuole e spalanca le porte al proselitismo islamico fra la nostra gioventù.

Ai giudici è forse sfuggito il fatto che da parte dell’Islam è in atto il tentativo di colonizzare l’Europa ed è forse sfuggito il vero significato del foulard islamico , simbolo della sottomissione della donna utilizzato per propagandare l’avanzata dell’Islam.

Nel suo libro “Islamophobie ou légitime défiance ?” la giornalista ginevrina Mireille Vallette, presidente dell’ “Association Suisse Vigilance Islam”, scrive che l’intellettuale svizzero Tariq Ramadan (nipote del fondatore dei Fratelli Musulmani), al pari di tutti gli integralisti islamici, fa del foulard una specie di cavallo di Troia, perché maggiore sarà il numero di donne che lo indosserà “ e più si abitueranno le mentalità e si cambieranno le cose”

Secondo un’interpretazione integralista e maschilista del Corano le donne hanno l’obbligo religioso di portare il velo per i motivi spiegati nella raccolta delle fatwa emesse dal Consiglio europeo per la Fatwa e la Ricerca ( presieduto dal fanatico e antisemita Youssef al Qaradhawi), e cioè :

“Dio ha prescritto questa tenuta pudica e questo foulard per la musulmana in modo che ella possa essere distinta dalla non musulmana e dalla non praticante. In tal modo, grazie a questa tenuta, ella donerà l’immagine della donna seria e onesta, che non è né una seduttrice né una tentatrice, che non offende né con le parole né con dei movimenti del suo corpo, affinché chi ha il cuore perverso non sia tentato da ella”.

Una motivazione dunque assai poco religiosa e un tantino razzista e sessista, visto che lo scopo del velo è quello di distinguere le musulmane praticanti dalle non musulmane e dalle musulmane non praticanti e metterle al riparo dalle molestie maschili : come dire che le donne che non indossano il velo possono essere molestate perché considerate delle puttane.

C'è ad esempio l’immagine usata su certi siti web islamisti, come quello della Lega dei Musulmani del Ticino, per spiegare perché il velo islamico (hijab) va indossato, paragonando la donna a un lecca lecca che, se privato della carta che l’avvolge, attira le mosche. Una cosa vergognosa !

E’ dunque giusto opporsi alla diffusione di questo simbolo integralista, almeno nelle scuole frequentate da minorenni, che sono ancora facilmente influenzabili e manipolabili.

In Francia l’hanno capito da un pezzo e già dal 2004 è stato introdotto il divieto di ostentare nelle scuole simboli e indumenti religiosi, dopo aver preso atto delle preoccupanti conclusioni a cui era arrivato un gruppo di lavoro creato dal Ministero dell’educazione nazionale e che aveva messo in evidenza la crescente diffusione del velo islamico nelle scuole e la pressione intollerabile subita dalle ragazze che rifiutavano di indossarlo ( consiglio a tutti – giudici federali compresi - di leggere il rapporto allegato, noto come “Rapport Obin”, che da diversi anni è pure pubblicato sul sito www.ilguastafeste.ch ).

Mai come in questo caso è la proibizione che rende liberi !

Da notare che il divieto francese è già stato considerato legittimo dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha respinto un ricorso presentato da un’allieva musulmana, per cui doppiamente non si capisce la decisione del Tribunale federale svizzero.

La sentenza del Tribunale federale non consente più di introdurre delle leggi a livello cantonale per vietare l’uso del velo nelle scuole, perché in caso di ricorsi questa base legale non sarebbe probabilmente considerata compatibile con la libertà di credo e di coscienza stabilita nella Costituzione federale. Ma allora neppure l’Islam è compatibile con la nostra Costituzione federale visto che non consente ai suoi aderenti di cambiare religione… !

Conclusione

A questo punto dunque non rimane altro che modificare la nostra Costituzione federale e adattarla ai tempi che corrono, introducendo ad esempio il divieto di indossare nelle scuole copricapi e indumenti che ostentano in modo eccessivo una religione.

Nei prossimi mesi sarò occupato a organizzare in Ticino la raccolta di firme a favore dell’iniziativa che propone il divieto di dissimulare il volto in Svizzera ( e che dovrebbe essere lanciata nelle prossime settimane) , e inoltre in marzo lancerò un’iniziativa popolare cantonale a favore della legittima difesa.

Ma annuncio già fin d’ora che successivamente mi attiverò per sondare la possibilità di trovare degli alleati per il lancio di un’iniziativa popolare a livello nazionale per modificare la Costituzione federale nel senso sopra indicato, e fin da subito sottoporrò questa proposta al Comitato di Egerkingen, lo stesso che aveva lanciato l’iniziativa contro i minareti e che tra breve lancerà l’iniziativa “antiburqa” (del cui comitato faccio parte).

La battaglia per la deislamizzazione dell’Europa continua !

Giorgio Ghiringhelli (Il Guastafeste)

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