
Ho appreso la notizia (che a dire il vero mio attendevo già) secondo cui il milionario francese Rachid Nekkaz si è detto disposto a pagare tutte le multe delle donne sorprese a girare con il burqa in Ticino dopo l’entrata del divieto. Del resto pare che egli abbia già pagato oltre 600 multe di donne multate in Francia e in Belgio. Ma in questi Paesi la multa è bassa ( 150 euri in Francia) e quindi il milionario può permetterselo.
La mia prima reazione è stata quella di valutare la possibilità (non ancora del tutto esclusa) di chiedere alla Procura ticinese di aprire un procedimento contro questo individuo per istigazione a commettere un reato, e di valutare la possibilità di vietare l’accesso di questo istigatore in Svizzera.
Ma poi, riflettendo meglio, e visto che in Ticino le multe saranno incassate dai Comuni, ho pensato a un’altra possibilità che potrebbe contribuire a risolvere qualche problema finanziario dei Comuni, come quello di Lugano, più frequentati da turiste in burqa , e cioè:
invitare il Consiglio di Stato, che deve allestire il Regolamento di applicazione della legge approvata ieri dal Gran Consiglio, a prevedere delle multe molto elevate in caso di recidiva ( tipo : 200 franchi per la prima multa, 1'000 per la seconda e 10'000 per la terza e ogni successiva). Vedremo fino a quando il signor Nekkaz sarà disposto a fare il gradasso…
Spero che il Gran Consiglio, che ieri così entusiasticamente ha approvato la legge antiburqa a difesa dei nostri valori, con coerenza caldeggi questa proposta al Consiglio di Stato.
Potrei anche suggerire a tutte le donne ticinesi di aiutare i loro Comuni indossando per un giorno al mese il burqa o il niqab , ma questa sarebbe un’istigazione a commettere un reato e dunque mi limiterò a pensarlo sorridendo sotto i baffi.
Cordiali saluti. Giorgio Ghiringhelli
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