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Giorgio Ghiringhelli - Aggregazioni: l'iniziativa non verrà ritirata
Redazione
14 anni fa

Mi è stato riferito che alla cerimonia odierna della firma dell’istanza che chiede una procedura di aggregazione di 17 Comuni del Bellinzonese si sarebbe più volte fatto riferimento alla mia iniziativa popolare costituzionale “Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona” per dire che la stessa sia ormai diventata inutile. A tal riguardo avrei alcune cose da puntualizzare. Ribadisco innanzi tutto che il comitato dell’iniziativa saluta positivamente lo storico passo compiuto oggi dai 17 Comuni del Bellinzonese: un passo che va nella direzione da noi auspicata al momento del lancio dell’iniziativa, che conferma la lungimiranza di quest’ultima e che rappresenta un bell’esempio per le litigiose autorità del Locarnese. Vogliamo ricordarci qual era la situazione pochi mesi fa, prima del lancio dell’iniziativa ? Non credo che senza lo stimolo di questa iniziativa, e senza il timore di vedersi imposta l’aggregazione da parte di tutti i cittadini del Cantone, oggi le autorità di tutti i 17 Comuni avrebbero compiuto spontaneamente il passo di sottoscrivere l’istanza d’aggregazione. Quindi, comunque vada a finire, l’iniziativa non è stata inutile e ha già avuto il merito di smuovere le acque nel Bellinzonese ancor prima che si giungesse a una votazione popolare. A chi non dovesse essere d’accordo consiglierei di andare a rileggersi le cronache pubblicate nei giornali lo scorso 16 marzo (5 giorni prima del lancio dell’iniziativa...) quando venne presentato lo studio di fattibilità per le aggregazioni nel Bellinzonese. Uno dei tre scenari aggregativi prevedeva la creazione d’un sol colpo dei 16 Comuni del distretto (+ Claro), ma venne scartato subito dai sindaci di tutti i Comuni coinvolti in quello studio in quanto ritenuto “irrealistico”. Ed ecco che a soli 7 mesi di distanza, dopo che l’iniziativa sottoscritta da 11'588 cittadini ha registrato un gran successo anche nel Bellinzonese, quel che sembrava irrealistico è diventato realtà ( almeno sulla carta). L’iniziativa non verrà ritirata in quanto essa si poneva l’obiettivo di attutire nell’interesse di tutto il Cantone gli squilibri esistenti fra i due poli urbani del Sottoceneri ed i due del Sopraceneri mediante la creazione di due nuove città nel Bellinzonese e nel Locarnese , e tale obiettivo sarebbe raggiunto solo al 50% anche qualora il progetto dovesse andare in porto nel Bellinzonese. Il Comitato promotore dell’iniziativa sarebbe però disposto a prendere in considerazione un eventuale controprogetto del Gran Consiglio che proponesse di togliere il Bellinzonese dal testo dell’iniziativa - e limitare dunque la votazione cantonale solo ai 18 Comuni dell’agglomerato urbano del Locarnese - ma non prima che anche i cittadini del bellinzonese abbiano confermato in votazione consultiva la volontà di creare un sol Comune espressa dalle autorità comunali. Un vecchio detto caro a Trapattoni dice “non dire gatto se non l’hai nel sacco” : nessuno può garantire che fra circa un paio d’anni, quando saranno chiamati a decidere in votazione consultiva, i cittadini di tutti i 17 Comuni del bellinzonese confermeranno la volontà di aggregarsi fra di loro. Nel caso vi fossero diversi rifiuti , l’iniziativa che per quanto riguarda il Bellinzonese taluni un po’ affrettatamente considerano superata e inutile potrebbe invece rivelarsi provvidenziale consentendo a tutti i cittadini del Cantone di unire d’un sol colpo tutti i Comuni, compresi quelli “recalcitranti”. Senza dimenticare che l’iniziativa chiede che il Cantone versi 30 milioni di franchi al nuovo Comune del Bellinzonese, e non è detto che questi soldi arriveranno se l’iniziativa non dovesse essere messa in votazione .L’iniziativa alla stregua di un jolly da giocare in caso di necessità, insomma. E forse il timore di questa “Spada di Damocle” servirà proprio dal punto di vista psicologico per convincere i bellinzonesi ad aggregarsi spontaneamente per evitare “ingerenze” dall’esterno. Può piacere o può non piacere ma noi riteniamo giustifica

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