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Giorgio Galusero - Una risoluzione contro la violenza sui funzionari
Redazione
13 anni fa

Da tempo ormai si assiste, in Svizzera e in Ticino, ad episodi di violenza gratuita ed insensata da parte di individui e gruppi, nei confronti dei rappresentanti dell’ordine pubblico (agenti di Polizia, guardie di confine, agenti carcerari ecc) o di altri funzionari delle istituzioni pubbliche. Ultimi episodi fra questi, quello registrato a margine del derby di disco su ghiaccio Lugano/Ambri-Piotta dello scorso 24 settembre in cui due agenti di Polizia sono finiti all’ospedale a seguito del pestaggio subito da parte di alcuni facinorosi, poi prontamente arrestati o quello di sabato scorso a Zurigo, dopo una partita di calcio, dove una poliziotta è stata ferita al collo. Il fenomeno non può che destare molta preoccupazione per le conseguenze destabilizzanti che comporta sia nei confronti di chi è preposto alla tutela dell’ordine e della tranquillità pubbliche, sia sulla sicurezza della popolazione in generale. Anche l’applicazione del Concordato anti-hooligans adottato dal Cantone e la campagna nazionale contro la violenza ai danni delle forze dell’ordine, non sembrano garantire appieno quell’efficacia dissuasiva e preventiva che ci si potrebbe attendere. Partendo dai dati statistici federali (vedi rapporto annuale 2012 dell’Ufficio federale di polizia) si costata un documentato aumento degli episodi di violenza, soprattutto in occasioni di manifestazioni sportive e ricreative, ad opera in particolare di soggetti maschili di età compresa fra i 15 e i 35 anni, di cui la metà ha fra i 19 e i 24 anni. Nel 2012 sono stati ben 2957 gli episodi di violenza o minaccia contro funzionari (oltre il 90 % nei confronti di agenti della Polizia) mentre una decina di anni orsono erano poco più che 700. A livello federale la Federazione Svizzera Funzionari di Polizia ha lanciato un segnale d’allarme sulla tematica, annotando quanto questo fenomeno incida sulla motivazione del personale e sulla fiducia nelle autorità politiche alle quali, fra l’altro è stato chiesto: di reintrodurre le pene detentive di corta durata e di riesaminare l’adeguatezza delle pene inflitte ai colpevoli in applicazione degli art. 285 CPS(violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari) e 286 CPS (impedimento di atti dell’autorità). Un segnale di sostegno a tali iniziative del personale di Polizia e del funzionariato pubblico in generale, sarebbe oltremodo doveroso e auspicabile anche da parte del Cantone Ticino. Proponiamo quindi che il Parlamento cantonale e il Consiglio di Stato manifestino il loro convinto sostegno all’iniziativa lanciata a livello federale dalle associazioni di categoria, sulla necessità di riesaminare l’adeguatezza delle sanzioni previste dal Codice penale per i due reati ricorrenti summenzionati. Per il Gruppo PLR Giorgio Galusero e cofirmatari Vitta Christian, Cavadini Samuele, Quadranti Matteo, Solcà Corrado, Badaracco Roberto, Gobbi Rinaldo, Viscardi Giovanna, Orsi Lorenzo, Pagnamenta Paolo, Schnellmann Fabio, Brivio Nicola, Polli Maristella, Garzoli Giacomo, Giudici Andrea, Pellanda Giorgio, Steiger Stefano, Caprara Bixio, Dominé Jean François, Gianora Walter, Celio Franco

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