
Ecco l’ennesima dimostrazione dell’improvvisazione con la quale è stata trattata la revisione della Legge sulle tutele e curatele. Prima della fine dell’anno il Gran Consiglio ha approvato il decreto urgente che prevede anche l’accorpamento dell’autorità di vigilanza presso il Tribunale d’appello. Con i colleghi Franco Celio e Andrea Giudici (quest’ultimo aveva anche messo in guardia il Parlamento di una probabile anticostituzionalità della decisione) avevo presentato un emendamento invitando il plenum a stralciare questa proposta anche in attesa della votazione del 3 marzo 2013. Il Gran Consiglio ha però bocciato, a maggioranza, questa nostra iniziativa che in sostanza propugnava di mantenere l’autorità di vigilanza in un ambito amministrativo. Nel frattempo il Dipartimento delle istituzioni ha già trasferito gli uffici in questione presso il Tribunale d’appello istituendo la Camera di protezione. Una sentenza del Tribunale Federale, che nel dicembre 2012 si è pronunciato sulla normativa del Canton Zurigo, ha però stabilito che la coabitazione dell’autorità di vigilanza con quella di reclamo non è compatibile. Sono curioso di sapere come il Consiglio di Stato affronterà questa situazione che comunque vada costerà ai contribuenti ticinesi parecchi soldoni. Motivo in più per votare no domenica prossima. Giorgio Galusero, gran consigliere PLR
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