Cerca e trova immobili
Ospiti
Giorgio Fonio - No a nuove Pramac
Redazione
12 anni fa

In questo momento complesso per il mondo del lavoro e con le difficoltà che stanno vivendo le aziende presenti sul nostro territorio, credo sia necessario fermarsi, riflettere e decidere saggiamente quale direzione prendere nell’interesse di tutto il nostro Cantone. L’arrivo in massa di aziende, piccole o grandi, sane o malate, provenienti dall’estero, molto spesso dalla vicina Penisola, hanno messo e stanno mettendo in ginocchio lavoratori e imprenditori. Non solo, a queste neo società, si aggiunge la piaga dei padroncini che giornalmente varcano il confine per svolgere lavori di ogni tipo soffiandoli alle imprese ticinesi (non sempre esenti da colpe chiamando talvolta loro stesse questi distaccati). Nel 2013 nel settore edile l’economia locale ha perso 200’000 giorni di lavoro, corrispondenti a 180 milioni di franchi per un totale complessivo di circa 1'000 impieghi a tempo pieno!

Davanti a queste cifre non ci si può non interrogare sul reale pericolo che il nostro Cantone sta correndo. Bisogna assolutamente trovare quelle soluzioni concordate in modo da salvaguardare il nostro tessuto sociale e lavorativo! Non possiamo e non dobbiamo tollerare che il nostro Cantone diventi una costola della Lombardia, sia nei salari che nei modi di fare impresa. Aziende che si insediano sul nostro territorio, occupando il nostro prezioso territori, generando traffico e sottopagando i propri operai non sono e non devono essere graditi e appoggiati dalle autorità politiche di questo Cantone.

Ed è proprio partendo da questa premessa che reputo che nell’immediato futuro si debba invertire rotta nella politica economica del nostro Paese. Cantone e comuni dovranno limitare il più possibile incentivi di ogni tipi per quelle aziende straniere che alla prova dei fatti non portano nessun valore aggiunto al nostro territorio. Bisogna smetterla di gongolare tagliando nastri con la pia illusione di creare benessere per la collettività. La storia recente ci sta dimostrando che questi nastri si sono rivelati in breve tempo molto velenosi (la Pramac di Riazzino ne è un esempio concreto). Aiutiamo piuttosto le aziende locali che da anni creano lavoro, rispettano i contratti, e si impegnano a sostenere con i fatti il nostro Cantone.

Concludo appellandomi al buon senso di tutte le parti affinché ci si renda finalmente conto che è in gioco l’interesse del nostro Paese, del nostro territorio e del futuro del nostro mondo del lavoro. Se non si riuscirà a sedersi intorno ad un tavolo e a capire che il partenariato sociale è una ricchezza e uno strumento fondamentale per tutti, lavoratori e imprenditori sani compresi, prevedo che le condizioni di vita dei cittadini di questo Paese non possano far altro che peggiorare (e non credo di essere un grande veggente…)

Giorgio Fonio

Candidato al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio PPD

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata