Cerca e trova immobili
Ospiti
Giorgio Fonio - Il caso della giovane estetista
Redazione
12 anni fa

Il dumping salariale è uno schifo. Passatemi il termine. Chi lucra sulla pelle di altre persone nulla è che uno sfruttatore, un criminale, un disonesto! Nel nostro attuale contesto socio economico inoltre, vi sono numerosi personaggi che da un giorno all’altro si improvvisano imprenditori. Aprono attività e ci infilano giovani frontalieri pagandoli tre e una cicca.

È il caso che ho scoperto in questi giorni. Una giovane ragazza del varesotto poco più che ventenne è stata assunta in un istituto di bellezza. Il suo salario? Non raggiunge i mille franchi! In un paese normale bisognerebbe indignarsi davanti a questa situazione. In Ticino e nel Mendrisiotto purtroppo no. Ci siamo abituati.

Ma è proprio questo il problema: non possiamo permettere che situazioni simili diventino la normalità. Ma nel caso specifico vi è pure un altro particolare: l’abuso viene perpetrato in settore professionale dove è in vigore un contratto normale di lavoro, infatti un’estetista in Canton Ticino deve percepire un salario mensile di CHF 3'210.-. Capisco dunque il cittadino che davanti a questo caso mi dice: “ma Giorgio cosa serve fare i contratti se poi uno può liberamente fare quello che vuole?”. Ed è proprio partendo da questa domanda che ritengo prioritario elaborare tre poste concrete nella lotta al dumping salariale:

Aumento degli ispettori

La commissione tripartita sta lavorando bene. Diciamolo. Purtroppo però il loro lavoro rischia di venir vanificato da un controllo sul territorio insufficiente. Cosa fare? Si potrebbe per esempio pensare ad un aumento degli ispettori che verificano le condizioni salariali e contrattuali in tutti quei settori dichiaratamente vittime di dumping. Investire nei controlli vuol dire impegnarsi concretamente nella lotta agli abusi.

Controlli incrociati

Un altro importante discorso è quello della condivisione delle informazioni. Ai vari organi statali bisognerebbe dare la possibilità di mettere in rete tutte le informazioni. Il caso di cui sono venuto in possesso sarebbe potuto venir smascherato, per esempio, dall’ufficio AVS al momento della dichiarazione dei salari, piuttosto che dall’ufficio imposte alla fonte. Attenti! Non colpevolizzo gli uffici citati, semplicemente sto dicendo che attualmente non vi sono gli strumenti necessari per poter fare ciò. Bisogna dunque assolutamente andare nella direzione di una maggiore collaborazione tra gli uffici statali e para statali.

Sanzioni

Chi ruba paga. Lo dice la legge. Il nostro sistema legislativo però, nei confronti di chi lucra rubando sulle spalle dei lavoratori è ancora troppo tollerante. Dovremmo andare verso un forte inasprimento delle sanzioni attraverso un in aspri mento delle multe.

Sono convinto che la lotta agli abusi nel mondo del lavoro sia possibile, ma per vincerla bisognerà assolutamente impegnarsi investendo molte risorse. È inutile aggiungere che sarebbe sufficiente introdurre contratti collettivi di obbligatorietà generale, dove esistono adeguate misure di controllo (commissioni paritetiche, ecc..) contrariamente alle limitazioni dei contratti normali di lavoro.

Giorgio Fonio, candidato PPD al Consiglio di Stato

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata