
La Giornata internazionale delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale (21 marzo) è alle porte. Anche quest’anno Mendrisio promuove un momento di riflessione e di scambio, invitando la popolazione ad alcune serate d’incontro. E anche quest’anno lo fa nella regione, con altri comuni.
La Commissione cittadina per l’integrazione sociale insieme ai gruppi interculturali I-VETicino (Mendrisiotto) e Lo Specchio (Novazzano) e con i responsabili di alcuni centri per giovani hanno preparato un percorso in tre serate. Durante ogni incontro sarà un film a stimolare la discussione tra il pubblico. Le serate si concludono con un rinfresco. Partiamo da Novazzano, poi saremo a Coldrerio e infine a Mendrisio.
Qual è il senso di queste iniziative? Come è possibile considerare il grande tema delle discriminazioni razziali in poche ore, due o tre volte all’anno? Questi quesiti, troppo grandi per poter essere sciolti con queste iniziative, restano sullo sfondo di un progetto di cittadinanza che si costruisce con la possibilità di esprimersi in pubblico, di ascoltare le opinioni di altri, di scambiare testimonianze tra adulti e giovani e di costruire, insieme, un pezzetto di civiltà.
Sì perché i quesiti che ci poniamo e che sempre più ci preoccupano devono tradursi in temi da approfondire, con persone da conoscere e attraverso in progetti di vita da condurre insieme, nel nostro paese. Così queste serate si collocano in un percorso annuale che la Commissione per l’integrazione sociale organizza, anche incontrando i nuovi cittadini, invitati a conoscere meglio le istituzioni e la città, il suo centro e, prossimamente, anche i quartieri della Montagna.
Poi in novembre gestiamo Metnica, manifestazione culturale di conoscenza reciproca. E sosteniamo iniziative di associazioni e gruppi che operano per l’educazione alla cittadinanza, con iniziative qui da noi e in altri Paesi. Al centro mettiamo la conoscenza, per evitare di costruire le nostre opinioni sul sentito dire e sulle paure. La parola “accoglienza” significa curiosità per l’altro, vicino di casa o cittadino del mondo, che cerca pace e serenità. Significa anche conoscenza e riflessione su tutto ciò che ci circonda, per evitare di cadere nel buonismo incantato, che può accecare tanto quanto il pregiudizio.
Il compito che attende ogni cittadino è dunque quello di capire, approfondire e condividere con gli altri le speranze e le preoccupazioni del nostro tempo. Quelle che ci stimolano a gestire il bene pubblico e a curare la nostra casa comune, insieme.
Giorgio Comi
capo Dicastero Politiche sociali della Città di Mendrisio
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