
Presa di posizione dopo la votazione finale dell'assemblea federale - Per una cassa malati pubblica federale!
Come era prevedibile oggi l'assemblea federale ha respinto in votazione finale l'iniziativa popolare per una cassa malati pubblica federale. L'ha fatto nella stessa sessione dove è passato il compromesso che permette la restituzione di 800 milioni di premi pagati in eccesso da molti assicurati, tra cui il Canton Ticino. Ai ticinesi spetteranno 70 milioni, una cifra ben inferiore a quanto pagato in più nei 17 anni considerati.
Se rimane l'amaro in bocca per quest'ingiustizia, quest'ultimo episodio ha evidenziato le difficoltà attuali dell'assicurazione malattia svizzera. Da un lato la mancanza di trasparenza degli assicuratori malattia, i problemi con le riserve, con la definizione dei premi. Dall'altro la selezione dei rischi con 61 casse che in nome di una falsa concorrenza, hanno in realtà interesse ad attirare gli assicurati sani e meno costosi a scapito dei pazienti con malattie croniche e delle persone anziane, con il reale l'obiettivo di stipulare con loro più lucrative assicurazioni complementari.
Il comitato della Svizzera italiana a favore di una cassa malati pubblica federale rileva che per la LaMal, in vigore da 18 anni, i cerotti non bastano più anche perché le riforme sostanziali sono spesso ritardate o bloccate dal parlamento. Come è avvenuto con la più che mai necessaria legge sulla sorveglianza sull'assicurazione malattia, che dapprima il consiglio nazionale voleva rinviare e ora sembra voglia discutere. In assenza di una sorveglianza efficace e in attesa che il parlamento trovi una soluzione lo scandalo dei premi pagati in eccesso potrebbe ripetersi!
Da tutto ciò qualcosa è chiaro: ci vuole una casa malati pubblica federale!
Per il comitato della Svizzera italiana a favore di una cassa malati pubblica federale,
Gina La Mantia (vice presidente PS) e Laura Regazzoni Meli (Segretaria generale ACSI)
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