
La scheda V6 del Piano Direttore cantonale ha individuato a Cadenazzo una zona a loro dire adatta al trattamento inerti tipo A, pone ad oggi il Municipio ed il sottoscritto davanti tanti quesiti.
Personalmente dopo infinite riunioni non vedo di buon occhio lo sviluppo degli intenti tra Comune, Cantone e impresa realizzatrice in quanto ad oggi ci troviamo davanti si, un Piano Direttore Cantonale, ma con una controparte esitante nell’assumere alcuni obblighi per noi importanti per la salvaguardia del nostro Comune. La nostra zona industriale, istituita negli anni settanta, ha sempre avuto un punto debole: l’accessibilità veicolare. Con il PUC del piano di Magadino, che sancisce la protezione integrale del comparto agricolo a nord e l’abbandono di tracciati di A2/A13 a nord della ferrovia, che avrebbero ricolto elegantemente e definitivamente il tema, l’unica possibilità rimasta è l’aggancio con l’attuale strada cantonale. Le necessità di trasporto di inerti del Locarnese peggiora ancor più la situazione viaria. Il Dipartimento del territorio deve concorrere a risolvere questo aspetto.
Personalmente penso che il Cantone deve esplicitamente farsi carico delle trattative per creare un piano viario per l’accesso vedi trattative con il Comune di Gambarogno o FFS per l’allargamento del sottopassaggio esistente e questo in un lasso di tempo ragionevole, personalmente ritengo che Cadenazzo non possa accettare un aumento di autocarri semplicemente per causa dell’ omissione nel progettare le entrate a tale zona, come dovrebbero essere verificate le possibilità di norme che obbligano l’utilizzo parziale degli inerti ticinesi riciclati altrimenti noi ci ritroviamo con strutture colme di materiale inutilizzato questo dovuto in gran parte alla differenza di prezzo tra il Ticino ed oltre confine per questo la scheda del PD non può sottrarsi da obbligare l’ impresa ad accettare il materiale da lavorazione, anche quando sento parlare di espropri e declassamento dei terreni vincolandoli esclusivamente a questa attività, mi domando se siamo sicuri che vincolando decine di migliaia di metri quadrati per questo tipo di attività sia un bene per il futuro del nostro Comune e vorrei anche attirare l’attenzione, che legalmente, ho forti dubbi che si possa espropriare privati a favore di altri privati, mi domando anche per quale buona ragione il Comune di Cadenazzo dovrebbe accettare di avere in più di quelli esistenti 150 o più passaggi di veicolo pesanti ed in più gli oneri viari, e se fra qualche anno ci fosse qualche problema con l’edilizia, vedi bolla immobiliaria, cosa diventeranno queste migliaia di metri quadrati vincolati, in conclusione cosi come è ad oggi presentato non può essere accettato in quanto non c’è nessuna certezza di un miglioramento per il Comune di Cadenazzo anzi, corriamo un forte rischio di un peggioramento, da parte mia non vuole essere una porta chiusa ma credo che questo tipo di progetti devono tener conto della qualità di vita dei cittadini in primis e quindi progettare di conseguenza come si è fatto in altri Cantoni. Credo che in ogni caso il tema del secondo accesso, sia esso quello in zona stazione o più a ovest, considerato che FFS Cargo vuole ampliare la propria infrastruttura, debba essere affrontato e risolto. L’occasione data dalla scheda V6, sulla quale difficilemnete il Cantone cambierà indirizzo, va quindi sfruttata !
Gilles Renaud Municipale Cadenazzo
candidato al Municipio elezioni 2016 Lista N°3 candidato N° 2
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