
La capacità di gestire problemi complessi, sia nel pubblico che nel privato, sempre più richiede la capacità di guardare oltre il proprio perimetro e molta lungimiranza. In questo esercizio mi sono imbattuto in una strana situazione: una disparità di trattamento nelle scelte cantonali nell’offerta di fermate del TILO a nord e sud della città di Bellinzona. I comuni del piano di Magadino una volta tanto ne escono vincitori, ma la posta in palio non è di tipo sportivo dove alla fine da una parte c’è un vincitore e dall’altra uno sconfitto, qui paradossalmente è lampante che a nord hanno fatto i “compiti” ed hanno proceduto con le aggregazioni politiche dei vecchi comuni della Riviera ora confluiti nella nuova città di Bellinzona e nel nuovo comune della Riviera, però a questa diligenza non è seguito un riconoscimento sul campo e una corretta dotazione di fermate TILO- Il paradosso è dato dal fatto che da Castione a Biasca non è rimasta aperta una, dicasi una, fermata TILO.
Negli scorsi mesi il Governo cantonale ha modiifcato la scheda di Piano direttore, la M7, che persegue il princpio di rafforzare il sistema ferroviario regionale, designando le stazioni ferroviarie che meritano di essere mantenute ed ancor meglio integrate nella rete del trasporto pubblico e privato, sia esso lento o veloce. Ci si è però, dimenticati di considerare la fermata di Osogna/Cresciano e ciò malgrado che nella campagna per la votazione consultiva per il nuovo Comune fosse stata promessa. Questa esclusione, quindi non solo non rispetta le promesse della campagna per la votazone consultiva per l'agregazione, ma è in chiara contraddizione con gli obiettivi generali che la pianificazione direttrice del Governo. Questa vuole che il sistema ferroviario regionale rafforzi la coesione tra le varie Regioni periferiche ed poli urbani.Purtroppo dalle parole ai fatti il divario è tale da aver obbligato le Autorità locali e regionali a ricorrere contro questa decisione dell’esecutivo cantonale. Lo scopo di questo contenzioso è quello di portare la decisione sui banchi del Gran Consiglio.Triste epilogo di una scelta fatta a tavolino sulla base di sterili parametri ai quali la Politica con la P maiuscola deve ritornare ad avere la capacità di reagire, dapprima, e tornare a prendere le decisioni strategiche e lungimiranti e sopratutto in base ai criteri e fabbisogni reali. In pratica si chiede alla politica di rispondere ai bisogni quotidiani delle persone e non di restare alle sterili e tecnocaritiche teorie di qualche servizio del Cantone. Per ora, in attesa delle ormai prossime elezioni cantonali, non resta che mettere in evidenza queste anomalie del sistema che sempre più mette al centro non le persone, le famiglie e le comunità ma asciutti parametri decisi in un qualche ufficio sterile, che presi ad uno ad uno potrebbero anche essere compresi ma i risultati finali lasciano a desiderare. Mi fa paura pensare dove si andrà a finire se qualcuno non corregge queste anomalie. Per assurdo si potrebbe arrivare ad una città/regione Ticino concentrata in due o tre città, dove i parametri asciutti sarebbero elegantemente soddisfatti, ma avremmo perso identità e diversità.La fermata TILO di Osogna/Cresciano sarebbe l’aggancio del nuovo Comune con la nuova spina dorsale del Ticino, cioè la rete ferroviaria regionale alla quale tutti i cittadini ticinesi contribuiscono con le proprie imposte in ragione di decine di milioni annui, perchè non dimentichiamoci che la rete ferroviaria, anche se è composta da diversi attori, è comunque al beneficio di un cospicuo aiuto di soldi pubblici (nostre imposte). Grazie alla nuova traversale alpina, anche le comunità locali, specie quella della Riviera penalizzata dal forte aumento del traffico e del relativo rumore, hanno diritto ad essere messe al beneficio che per ora solo le città di Bellinzona e Lugano hanno avuto. Questa è democrazia, questa è politica democraticaLo sviluppo di una regione passa anche per la qualità delle sue infrastrutture di mobilità e qui deve entrare in campo il Cantone che deve considerare le aree apparentemente marginali: è questo il compito della pianificazione direttrice. Una fermata ferroviaria a Osogna-Cresciano permetterebbe di sviluppare il potenziale economico dell’area, con benefici per tutta la regione e per il Cantone. È incontestabile la tesi che la presenza di collegamenti, cioè di fermate, con i centri urbani permette di ridurre il traffico viario in modo considerevole altro che balzello dei semafori al posto delle rotonde. La creazione della fermata permetterebbe di raggiungere il centro città più celermente senza dover dipendere dal traffico viario. Un collegamento celere e affidabile permetterebbe agli abitanti della zona di far capo al servizio pubblico più frequentemente e in ogni occasione. Si ridurrebbe così il traffico viario nei centri città.I Comuni del piano di Magadino negli anni settanta hanno affrontato il tema dello sviluppo economico con la trasformazione delle superfici agricole e meno pregiate, forse, in zone lavorative. Ora, grazie a queste decisioni che hanno trovato la benevolenza del Cantone, noi del piano abbiamo parametri urbanistici asciutti, cioè di abitanti e posti di lavoro, molto superiori alla Riviera e non abbiamo perso le stazioni ferroviarie. Per contro abbiamo un traffico, che non sarà mitigato dai nuovi semafori, ed un paesaggio che nessuno ci invidia. Si può concludere che al Governo ed ancor più al Gran consiglio, vista l'incapacità del primo, competa il compito di capire queste diversità a tirarne le giuste conclusioni. Come ? Riaprire la stazione TILO di Osogna/Cresciano e trovare concrete soluzioni al traffico di transito nel piano: chiedo troppo ?
Gilles Renaud, municipale di Cadenazzo e candidato PPD-GG al Gran Consiglio
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