
Purtroppo il dibattito in questi ultimi anni sul futuro della nostra Regione ha posto grandi attenzioni su alcuni aspetti, sicuramente centrali, come il collegamento del Locarnese con l’autostrada, la protezione delle zone naturalistiche, la salvaguardia dei terreni agricoli ed altro. Poca attenzione, per contro, è stata messa sul tema centrale della governance del territorio. Il dipartimento del territorio, sotto la conduzione politica di Renzo Respini, dapprima aveva ipotizzato un approccio generale basato sulla pianificazione comprensoriale quale risposta a tutte le emergenze territoriali locali (aree urbanizzate ed infrastrutture pubbliche comunali), regionali (viabilità ed ambiente) e federali (attraversamento di Alp Transit del piano, inventari naturalistici imposti dalla Confederazione, ecc.).
In seguito il dipartimento si è limitato, purtroppo, soltanto alla parte più facile, cioè alla zona centrale del piano di Magadino, ed ha portato a casa il parco agricolo e naturalistico, lasciando completamente in disparte, più o meno nel dimenticatoio, il nuovo collegamento stradale che dovrebbe collegare Camorino alla rotonda dell’aeroporto. In poche parole: dopo vent’anni di costosi studi e varie pianificazioni siamo ancora al punto di partenza con uno strumento pianificatorio cantonale che dovrebbe migliorare la gestione della parte centrale del piano e poco più.
Qualche dubbio, ma sono nuovo in politica Ticinese e potrei anche sbagliarmi, sorge dall’impostazione gestionale decisa dal Cantone che ha messo l’accento e la prevalenza sulla salvaguardia naturalistica, come se il progetto pianificatorio fosse l’estensione del perimetro di protezione delle Bolle di Magadino. Su quest’ultima tesi, mi si dice, che diversi Municipi all’inizio degli studi negli anni novanta, si interrogarono. Poi molti municipali hanno lasciato le cariche, mentre al dipartimento cantonale altri funzionari hanno ripreso e portato a termine il progetto.
Fatte queste premesse arrivo al tema centrale sul quale, finora, non ho trovato risposte: che ruolo hanno i Comuni nella gestione del territorio centrale del piano di Magadino ? Con l’approvazione del piano di utilizzazione cantonale del “parco del piano” i Comuni perdono tutte le competenze in materia di pianificazione territoriale, e non sò se la maggior parte dei miei colleghi municipali ne sono consapevoli. Per fortuna siamo in uno stato democratico laddove la politica detiene pur sempre la centralità del potere decisionale affinché la certezza della democrazia e l’interesse generale, possa essere perseguito oltre le volontà dei singoli attori o dei singoli funzionari.
Scartabellando nella documentazione del progetto parco ho trovato che questo mio dubbio era già ben presente e che qualcuno aveva già visto il problema ed aveva indicato la soluzione ! Si tratta della Regione Locarnese e Valle Maggia, alla quale va tutta la mia gratitudine, che aveva sin dagli anni novanta definito uno dei primordiali vincoli politici sui quali si basava l’adesione dei Comuni e della regionale al progetto: la conduzione del progetto deve essere, a differenza della Fondazione bolle che ha ben altri finalità, lasciata alle Autorità locali e regionali che devono avere la facoltà di veto sulle decisioni strategiche e su quelle operative responsabilità della nuova struttura gestionale, cioè su quelle che ora è stato denominato ente parco.
Mi aspetto che il Governo cantonale abbia la saggezza di non allontanarsi da questo accordo. In caso contrario, ma da nuovo politico fors’anche ingenuo, credo che la ragionevolezza abbia il sopravvento sul pericolosissimo integralismo. A mio modo di vedere il Cantone perderebbe la propria credibilità verso i Comuni nell’’usare lo strumento del piano di utilizzazione cantonale, cioè nel sostituirsi interamente all’Autorità comunale nel governare il territorio.
Se sarò eletto mi farò portavoce di questa tesi politica che va ora perseguita in difesa della popolazione e dei Comuni della Regione.
Gilles Renaud, municipale di Cadenazzo e candidato PPD-GG al Gran Consiglio
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

