
L'agire del nostro Governo ogni tanto sorprende in positivo e se ne deve dare atto. Dopo aver dato prova di grande disordine nel proporre soluzioni estemporanee per la gestione del traffico nel nostro piano di Magadino, cioè un nuovo tracciato “verde” di A2/A13 improponibile per il costo eccessivo e per una galleria nella parte più ampia del piano e la semaforizzazione di tre rotonde a Cadenazzo e Contone, nell'ultima riunione del 19 dicembre ha finalmente deciso di procedere con la realizzazione di un nuovo passaggio pedonale che permetta di attraversare con un certa sicurezza la tirata di Cadenazzo. Le indicazioni del Messaggio del Governo, che ci immaginiamo saranno riprese e confermate dal Gran Consiglio prima delle lezioni cantonali di aprile 2019, precisano che l'investimento sarà di quasi quattro milioni di franchi da farsi entro il 2020. Tra le righe, cioè quelle che ora nessuno legge, si accenna al fatto che la tirata di Cadenazzo sarà ristretta durante il cantiere dalle attuali quattro a due corsie, alla faccia delle rotonde e dei semafori.
Se a distanza di poche settimane il Governo propone due investimenti per più di sette milioni di franchi (semafori e sottopassaggio) vuol dire che implicitamente il Consiglio di Stato è cosciente della fragilità del tracciato verde del collegamento A2/A13 è ben al di là del prossimo decennio.
Il sottopassaggio, richiesto dal Municipio di Sant'Antonino da trent'anni, sarà finalmente realizzato. Distruba, personalmente, l'argomentazione del Governo che in un'ennesima forma di poca considerazione delle Autorità locali e della popolazione giustifica l'intervento solo con lo spostamento verso ovest della stazione TILO di Sant'Antonino che diventerà importante quasi come la stazione Termini di Roma.
Ma guardiamo avanti: finalmente un problema noto dagli anni ottanta verrà risolto a favore dei pedoni, dei ciclisti e del trasporto pubblico. Ma su questa impostazione, cioè sullo scenario che ipotizza la nuova A2/A13 – qualunque essa sia – non prima del 2040, anche i Comuni di Cadenazzo e quello del Gambarogno, per il quartiere di Contone, si aspettano interventi concreti che permettano di superare l'effetto sbarramento che la strada cantonale da quarant’anni ha. Forse a Bellinzona ci si è dimenticati che a Cadenazzo la strada cantonale separa il paese dalla stazione TILO e che – ancor peggio – a Contone separa il vecchio nucleo dalla nuova zona residenziale.
V'è da sperare che qualche granconsigliere nei prossimi mesi sappia riprendere questa situazione e sappia di conseguenza portare nel plenum del Parlamento una chiara proposta di intervenire anche su questa tratta.
Con tutto il rispetto delle piste ciclabili, a volte con tracciati improponibili, la popolazione ha bisogno prioritariamente altro. Da ultimo mi chiedo fino a che punto nella suddivisone del finanziamento non ci possa discostare dalla solita canonica chiave di riparto generale. Questi precisi interventi, sia quello di Sant'Antonino che quelli di Cadenazzo e Contone sono da imputare al traffico di transito e non alle popolazioni locali.
Questa volta si può ringraziare la Commissione regionale dei trasporti e l'On. Claudio Zali, ma devono fare di più e in un'ottica globale. Da parte mia se sarò eletto mi impegnerò a sostenere questi progetti che, pur se costosi hanno una grande importanza per alleviare il disturbo causato dalla ritardata realizzazione del collegamento autostradale della città di Locarno con la A2, ultima città non ancora degnamente allacciata alla rete delle strade nazionali.
Gilles Renaud, municipale di Cadenazzo e candidato PPD-GG al Gran Consiglio
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