
Negli anni novanta, partendo dall'idea che il collegamento del Locarnese fosse di prossima attuazione, il Cantone su pressione dei comuni di sponda sinistra del piano, realizzô una serie di rotonde sulla strada cantonale per renderne più facile l'accesso. A distanza di vent'anni la A2/A13 è ancora nella fase di impostazione, anzi direi che con la soluzione “verde” da quasi due miliardi di franchi si è allontanata. Il traffico stradale è aumentato al punto che durante tutti i giorni feriali la percorrenza dei nove chilometri da Camorino alla rotonda dell'aeroporto ha raggiunto la saturazione (ca. milleduecento passaggi veicolari orari) vien fatta a velocità da ciclista (dilettante !! non quelli del Tour de Suisse). Un plauso va fatto all'Autorità cantonale e alle Commissioni regionali dei trasporti che hanno saputo potenziare il trasporto pubblico in modo che una parte degli spostamenti delle persone, e lo sarà ancor di più con l'apertura del 2020 della galleria ferroviaria di base del Monte Ceneri, non concorrono ad aumentare il traffico sulla storica cantonale di sponda sinistra verso Locarno.
I comuni di fronte a questa situazione sono impotenti in quanto non sono i progetti di mobilità aziendale o qualche forma di promozione economica del trasporto pubblico che potranno incidere sostanzialmente su questa situazione. Le due commissioni regionali dei trasporti si erano battute per la soluzione di A2/A13 più giudiziosa e del costo di trecento milioni di franchi (un quinto, cioè il venti percento, della variante “verde” voluta dagli ambientalisti locali, che hanno come obiettivo finale dichiarato la chiusura delle strade a favore della ferrovia e della bicicletta …). Nel referendum contro la variante novantacinque la popolazione del Sottoceneri ha votato contro, pur avendo beneficiato di investimenti per quasi un milirado di franchi per la prima fase del loro piano dei trasporti. Questa è la solidarietà a cavallo del Monte Ceneri che potrebbe, questa volta nel senso inverso, essere compensata qualora il progetto di tram-treno di Lugano dovesse andare in votazione cantonale. Molti nella nostra Regione ricordano come il ministro Borradori nella campagna referendaria brillò per la quasi totale assenza. Il suo collega di partito, per contro si è dimostrato molto attivo ed in poco tempo ha lanciato l'improponibile variante verde A2/A13 che solo l'ingenua signora Maria di Viganello può credere di vedere presto. Non contento di questa prima sua forte decisione il ministro di Lugano ha propossto non una ma due volte, con grande pseudo rispetto delle regole della democrazia, la semaforizzazione di tre rotonde di Cadenazzo e Contone per la modica spesa di tre milioni e trecentomila franchi.Si tratta di una scomessa in quanto nessun specialista del traffico si è mai azzardato a seguire la tesi del Dipartimento del territorio sulla maggior efficacia dei semafori rispetto alla rotonde. La parzializzazione del traffio veicolare, intelligente o meno che sia, che faranno questi semafori sarà di beneficiare la velocità di transito di qualche minuto (due o tre non è dato di sapere perchè gli studi che dovrebbero motivare i nuovi semafori nessuno, nemmeno in Gran consiglio, li ha visti) e bloccare l'accesso alla strada cantonale da parte degli abitanti di Cadenazzo e Contone ci farebbe tornare agli anni novanta. Se invece si manterrà l'attuale accesso agli abitanti si aumenterà il tempo di percorrenza da Camorino verso Locarno e si sposterà una parte del traffico di transito sui Comuni di sponda destra, che già si sono attivati per impedire questo ipotetico sviluppo, sponda destra trà l’altro alla quale si accede, valvola di sfogo tollerata dal Cantone, da vie non iscritte a questo scopo, ma con manutenzione a carico dei Comuni, in sostanza i Comuni si fanno carico del magior onere finanziario per aiutare una situazione gestita madestramente dal Cantone Mi vien spontanea la domanda: se proprio il Cantone è convinto della nuova semaforizzazione perchè, dicasi perchè, non si è fatta una sperimentazione ? perchè non è stata data la possibilità agli esecutivi di vedere una simulazione?Questa decisione del Gran consiglio, passata solo al secondo tentativo, e per il rotto della cuffia, (sarebbe utile al cittadino votante sapere chi tra le due votaziono ha cambiato idea o era in buvette al momento delle due votazioni), non solo è offensiva per i Comuni del piano di Magadino, ma è anche perlomeno arrogante verso l'Autorità Federale che il 1 gennaio del 2020 si vedrà consegnare una strada ora cantonale dotata di un'infrastruttura di gestione basata su rotonde e quadrate (incroci con semafori). Sembra che nella furia del combattimento grancosigliare, nessuno si sia dato la briga di sentire l'opinione del futuro proprietario: la Confederazione che da pochi giorni sarà diretta dalla neo Capa del Dipartimento dei trasporti On. Simonetta Sommaruga, notoriamente poco aperta a nuove strade. Anzi sembra, dalle voci riportate da qualche uccellino da Palazzo federale, che qualche informale contatto, ancora con Doris Leuthard, ci sarebbe stato, ma che la risposta non piaceva a Bellinzona.A questo punto credo che la leggerezza che il nostro parlamento cantonale ha ancora una volta dimostrato verso i Comuni del piano di Magadino e l'Autorità federale non meriti altro che il nostro più convinto appoggio al referendum multipartitico lanciato da tre granconsiglieri UDC, PPD e PST della Regione che meritano anche un nostro sostegno alle ormai prossime elezioni cantonali. Per gli altri ottansette grancosiglieri li invito a voler pubblicare la lista delle loro votazioni sulla semaforizzazione delle tre rotonde.Da parte mia se sarò eletto mi impegnerò a sostenere la Regione ed il Sopraceneri in quei casi, come questo, dove al buonsenso si è sostituita l'arrognaza di chi fa solo i propri interessi locali o luganesi.
Gilles Renaud, municipale di Cadenazzo e candidato PPD-GG al Gran Consiglio
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