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Gilles Renaud - Campeggi di Tenero, un patrimonio cantonale che va sviluppato
Gilles Renaud - Campeggi di Tenero, un patrimonio cantonale che va sviluppato
Gilles Renaud - Campeggi di Tenero, un patrimonio cantonale che va sviluppato
Redazione
8 anni fa

Il Locarnese ha sempre richiamato turisti da ogni parte del mondo, al punto che fino a fine anni novanta tra Ascona e Locarno si è incastonato un aeroporto usato soprattutto dai turisti che arrivavano da lontano: un po’ come lo è ancora l’Engadina con il suo aeroporto di Samedan. Di questo turismo ora cosa è rimasto? In termini postivi ci sono gli Hotel di Ascona, quelli di Locarno, il Festival del film, le isole di Brissago, le residenze secondarie, il centro balneare di Locarno, un’offerta di infrastrutture per turisti e residenti ed i campeggi di Tenero, Locarno e delle Valli. Il tassello mancante è il collegamento autostradale della Regione con il resto del mondo, ma questo è un altro film che si concluderà, grazie alla patto di Claudio Zali con la consigliera federale Doris Leuthard, nei prossimi anni.

I campeggi di Tenero, nati come attrattore di giovani turisti, sono diventati una delle offerte più importanti del Locarnese al punto che da decenni lavora, mi dicono, sul principio del cento per cento: cioè tutto esaurito per almeno i cento giorni di alta stagione. La statistica dice che a Tenero ogni anno si contano mezzo milioni di pernottamenti ai quali vanno aggiunti i centocinquantamila del Centro sportivo di Tenero. Si tratta di turismo di qualità che gira e spende nella Regione, non disdegnando capatine in Lombardia e Piemonte. A livello politico l’importanza di questo settore è stata recepita e confermata a più riprese.

V’è però una devianza che ha origini profonde e lontane nel tempo: il manierismo normativo finalizzato alla protezione della natura e del paesaggio. Il turismo, per sua stessa natura e così gioca nel pubblico dibattito, necessita un paesaggio di qualità e lì vi è una delle peculiarità dei campeggi di Tenero. In altre parole non vi dovrebbe essere conflitto tra turismo e paesaggio, specie laddove le infrastrutture del primo si sono insediate e consolidate da tempo. E questo lavoro di ponderazione è squisitamente della politica, sia essa federale o cantonale. Invece proprio alla politica questa non coordinazione è sfuggita. Non è il momento di analizzare dove sia stato fatto l’errore: è evidente chi e quando lo ha fatto. Questo problema va ora affrontato e soprattutto risolto.

Trovo stucchevole, che la zona dei campeggi di Tenero, presenza caratterizzata da una superficie non indifferente di 70 ettari, cioè 700’000 metri quadrati (100 campi di calcio !), sia ancora inserita nelle zone di protezione cantonali delle Bolle di Magadino e nel perimetro di protezione federale degli uccelli acquatici. L’aberrazione di questa situazione è data dalle formali regole di questi strumenti di protezione naturalistica che giuridicamente proibiscono, per esempio, la posa di cartelli segnaletici, o impongono una specifica autorizzazione cantonale per ogni manifestazione collettiva. Facile sarebbe chiedere al Cantone quante autorizzazioni sono state rilasciate negli ultimi anni sia per cartelli che manifestazioni, questo nella zona grande cento campi di calcio e che conta più di mezzo milione di pernottamenti annui in tenda, camper o semplici chalet.

Recentemente i campeggi hanno definito una strategia unitaria per promuovere questo importante pezzo del turismo cantonale: personalmente suggerirei di guardare oltre la gestione corrente della passeggiata pubblica sulla riva del lago o altro, ma di prendere in mano il proprio destino a medio e lungo e promuovere, con il comune di Tenero e l’organizzazione turistica del Locarnese, la correzione di questa stucchevole aberrazione.

Ora la politica cantonale e federale deve decidere se restare in questo limbo giuridico tra regole formali in palese conflitto con l’uso consolidato da più di cinquant’anni o se dar seguito alle scelte puntuali di qualche funzionario di Berna e Bellinzona, poi approvate dalla politica con procedure tutt’altro che trasparenti e democratiche. Ciò significherebbe allontanare i campeggiatori e demolire le infrastrutture iniziando, perché no, dal Centro sportivo nazionale di Tenero progettato dall’arch. Mario Botta e costato al contribuente duecentomilioni di franchi.Negli ultimi anni a Bellinzona qualcuno se ne è già accorto. Nella pianificazione cantonale del piano di Magadino i campeggi sono semplicemente rimasti fuori. La pista è quindi aperta, si tratta di percorrerla fino in fondo. Se sarò eletto in Gran consiglio volentieri accompagnerò e sosterrò chi vorrà andare in questa direzione.

Gilles Renaud, municipale di Cadenazzo e candidato PPD-GG al Gran Consiglio

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