
Nelle scorse settimane sui quotidiani svizzeri e ticinesi, invero più sui primi che nei secondi, è stato dato ampio risalto alle conclusioni di uno studio germanico che indicava che la presenza dell’uomo sui laghi spaventano gli uccelli al punto che si dovrebbero prendere delle misure volte non a mitigare ma a bloccare queste attività. Quelle dell’uomo chiaramente ! Sempre pronti a cavalcare le onde verdi gli esperti della stazione ornitologica nazionale di Sempach, forse nell’infinita lotta nella ricerca dell’eccellenza scientifica, si sono spinti al punto di dichiarare che il rumore delle pagaie vanno impedite a meno di un chilometro dalla zone di protezione degli uccelli. Su questa linea la Fondazione delle Bolle di Magadino si è subito dichiarata d’accordo, dimenticando che la loro stessa presenza non è frutto della politica di salvaguardia della natura, ma delle precedenti generazioni di locarnesi che hanno capito già un secolo fa che la riva lago orientale del Verbano non dovesse essere stravolta.
Ma il senso di questa nuova valutazione settoriale non si ferma al disturbo delle pagaie sugli uccelli delle Bolle. A mio avviso si deve aprire il tema al territorio e tener conto che nel delicatissimo ultimo chilometro vicino alle Bolle di Magadino, perla naturalistica incastonata in un pregevole territorio antropizzato da secoli, vi sono migliaia di abitanti e turisti, due rumorosissime linee ferroviarie ed una strada cantonale di grande traffico, non solo d’estate, ma tutto l’anno . Tutte queste attività sono sicuramente fonte di rumori che vanno ben oltre quello di poche pagaie sul Verbano. Son troppo rispettoso delle finanze pubbliche per fermarmi qui con le mie semplici conclusioni, altri a questo punto si butteranno sulla necessità di costosi studi ed assurde misure per validare scientificamente quanto per noi normali cittadini: il rumore di alcune pagaiate è inferiore a quello dei treni del traffico stradale, delle fortunate persone abitanti sulle rive del Verbano e degli ancor più fortunati turisti che scelgono questo angolo del Ticino per campeggiare e per fare attività sportive a Tenero.
Su queste basi credo che anche il più sprovveduto dei lettore il quesito: ma se per decenni ci hanno detto che il valore più importante delle Bolle sono gli uccelli, che ora sembra siano disturbati dalla più silenziosa delle attività umane (le pagaie), allora significa che ciò non è vero ! Quindi le Bolle di Magadino vanno preservate nella loro attuale conformazione paesaggistica e naturale. Le attività umane, dal nuovo percorso pedonale da Magadino fino a Tenero fino alle centinaia di migliaia di rumorosi turisti dei campeggi e dei centri sportivi di Tenero e del Gambarogno, possono restare e sviluppare le loro moderne attività nel rispetto di queste Bolle-parco ma non più con religioso ed immotivato silenzio, immotivato scientificamente proprio da chi è il depositario nazionale della verità assoluta nel settore degli uccelli: la stazione ornitologica di Sempach.
Da politico mi chiedo, e chiedo alla politica cantonale e federale, se non sia il caso di aggiornare e conformare alla realtà scientifica le stringenti regole che proteggono gli uccelli delle Bolle, uccelli che Sempach, ha concretamente declassato ad uccelli urbani a causa delle pagaie, degli abitanti, dei turisti e dei treni che da ben più di cent’anni declassano la qualità delle Bolle a .. zona urbana. Forse è giunto il momento di rivedere l’ordinanza cantonale delle Bolle e quella federale degli uccelli.
Questo dibattito non va fatto sui media ma sui tavoli della politica. Da quanto conosco mi permetto di schizzare uno scenario: gli ambientalisti, se non faranno i furbi come di solito quando son colti in fallo e se ne restano in trincea, insorgeranno e chiederanno di spostare le linee ferroviarie in galleria da Lavertezzo a Locarno e da Quartino a Vira-Gambarogno. Non credo, pronto a farmi smentire, che si spingano a chiedere di dezonare le zone edificabili del Gambarogno e di Tenero-Minusio, nonché la rinaturazione di tutti i campeggi e dei due centri sportivi, uno nazionale d uno solo regionale.
In ogni caso a questo punto sarà chiaro che nelle Bolle di Magadino qualcuno è di troppo: gli uccelli o le persone ? E non si tratta solo delle diecimila persone che dovranno spostarsi (nelle Valli ? come hanno fatto alcuni regimi totalitari nello scorso secolo) e di cento milioni di indotto annuo del solo turismo delle Bolle ma di una decisione di fondo della politica. Io non ho dubbi e se sarò eletto nel Parlamento cantonale lavorerò per correggere questi .. errori di sistema … ma non nel senso dei regimi di triste memoria !
Per concludere mi chiedo se la politica non si stia ancora muovendo nei megatrend degli scorsi decenni, quello che i giornalisti una volta chiamavano megatrend ora sviluppatosi in mainstream. Il nuovo parco fluviale del Bellinzonese in questa ottica è, specie se sarà poi sviluppato verso ovest, vecchio e da correggere. Invito pure chi non è toccato dalla Bolle, che non sono solo a Magadino ma potrebbero svilupparsi sulle nuove beach di Lugano city, a prestare la dovuta attenzione a questo rischio. I pedalo del Ceresio son più rumorosi delle pagaie del Verbano.
Gilles Renaud, municipale di Cadenazzo e candidato PPD-GG al Gran Consiglio
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