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Gilles Renaud - Aeroporto di Locarno e piano di Magadino
Redazione
11 anni fa

Il Consiglio federale ha deciso il futuro dell’aeroporto cantonale di Locarno il giorno prima dell’approvazione del parco del piano di Magadino da parte del Gran consiglio: intesa perfetta o nuovo conflitto sull’asse Bellinzona – Berna ?

Lo scorso 17 dicembre 2014 il Consiglio federale, dopo una lunghissima fase di valutazioni in gran parte dedicate alla vicinanza della riserva naturale delle Bolle di Magadino, ha deciso quali siano le possibilità di sviluppo dell’aeroporto di Locarno. In concreto il Governo federale ha chiaramente definito che il mini allungamento verso Bellinzona della pista principale di ca. 150 metri è fattibile. Il giorno successivo, cioè il 18 dicembre 2014, il Gran Consiglio ha adottato il Piano regolatore cantonale, tecnicamente denominato piano di utilizzazione cantonale, del parco del piano di Magadino. Queste due decisioni, anche se la seconda è stata enfatizzata dai media del Cantone in modo molto più evidente rispetto alla prima, hanno consolidato il quadro generale che sottende alla realizzazione delle opere civili necessarie per adeguare l’aeroporto alle nuove necessità normative europee.

La mia attenzione a questi progetti mi viene dal mio passato di pilota e dalla mia nuova funzione di municipale di un Comune che deve difendere i propri legittimi interessi, cioè quelli dei propri cittadini. Gli aspetti prioritari, sui quali soprattutto i contrari all’aeroporto di Locarno in ogni e qualsiasi sua futura presenza sul piano, vanno ricordati. Innanzitutto va rilevato che la conduzione politica del Dipartimento del territorio, ed il parallelismo tra le opere viarie del Luganese con quelle del Locarnese è perlomeno imbarazzante, già nel 1999 aveva declassato ogni e qualsiasi possibilità di potenziamento dell’aeroporto sopracenerino con la motivazione che la grande importanza dell’avifauna delle Bolle suggeriva di limitare gli interventi infrastrutturali al solo obiettivo di mantenere le tipologie di utilizzazione degli anni novanta, cioè quasi sessanta mila movimenti aerei annui. In seguito, sempre per soddisfare le richieste degli oppositori che non hanno mai portato nessuna argomentazione scientificamente fondata e si sono sempre limitati ad enunciazioni fideistiche, il dipartimento cantonale ha investito anni e risorse finanziarie per un’attenta valutazione del tema generale dei possibili conflitti tra avifauna e sorvoli delle Bolle. Questa “prima svizzera” ha portato ad una serie di limitazioni dei sorvoli delle Bolle e al dimezzamento delle possibilità di sviluppo dell’aeroporto deciso dal Consiglio di Stato e dal Gran consiglio ad inizio anni novanta. In concreto ciò significa che i volumi di traffico aereo degli anni novanta non saranno più raggiunti e questo aspetto, combinato con la diminuzione delle emissioni foniche degli aeromobili date dallo sviluppo tecnologico, ci assicura la sostenibilità ambientale.

L’ultima ciliegina sulla torta aeroporto la si trova nella risposta del Consiglio federale dello scorso mese dove, rispondendo all’interpellanza di Fabio Regazzi, ha indicato che i terreni agricoli che continuano ad adempiere i criteri di qualità previsti per le superfici per l’avvicendamento culturale, conosciute con l’acronimo SAC, sono computabili nel contingente cantonale anche se inserite in comprensori con destinazioni d’uso diverse, siano esse turistiche che sportive. Il nostro aeroporto ha valenza sia sportiva che turistica per cui concorre a tutti gli effetti, con gli spazi liberi prativi necessari per la sicurezza delle attività di decollo o atterraggio, ad assicurare al Cantone l’assolvimento di uno dei compiti assegnatigli dalla Confederazione.

A mio avviso, pur se la decisione del Consiglio federale non ha trovato il plauso degli oppositori, cosa sia successo sull’asse politico Bellinzona – Berna, asse non sempre stabile come si usa dire in aviazione, è chiaro: tra Consiglio federale e Consiglio di Stato sul tema aeroporto Locarno v’è intesa perfetta e per questo vanno ringraziati Doris Leuthard e Claudio Zali.

Gilles Renaud, municipale di Cadenazzo e candidato PPD-GG al Gran Consiglio

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