
Interrogazion - Nuovi orizzonti per Lugano: nel primario e con l’agriturismo Le nuove dimensioni e l’attuale configurazione giuridico-territoriale della Città di Lugano si caratterizzano anche per una notevole ampiezza di verde, boschi e pascoli, tanto da collocare la nostra Città fra le maggiori in assoluto in Svizzera. Con i suoi 75,81 kmq di superficie è la seconda città svizzera per estensione: dopo Zurigo (99,8 kmq) si colloca prima di Winterthur (67,93 kmq). Ma in assoluto è la maggiore per superficie boscata (kmq 49,66) e supera Zurigo (21,8 kmq) e Berna (17,33 kmq). L’80% del territorio luganese è costituito da zone agricole e forestali, che occorre gestire e valorizzare. Uno scenario che allarga decisamente la definizione di Lugano, piazza finanziaria, nonostante tutto, e richiamo turistico e congressuale. Una responsabilità e una sfida che , accanto all’indubbio valore aggiunto, richiede sensibile attenzione e lungimiranza. Schiude orizzonti e richiami complessivamente nuovi che vanno dalla gestione del territorio, del verde, del bosco, all’attività agricola, all’agriturismo, al turismo rurale e montano, all’artigianato e alla ricreazione. È fonte indubbia di nuove opportunità economiche e offerte occupazionali. Tutto questo induce a credere necessaria e determinante l’azione catalizzatrice dell’Ente pubblico, della Città. Intesa come riorientamento strategico del progetto di sviluppo territoriale (gestione e tutela del paesaggio), ma soprattutto quale luogo di coordinazione, di promozione, di incoraggiamento e di sostegno a singole iniziative presenti e future, accanto ad altri attori pubblici e privati ( tra i quali, la Confederazione, i Servizi del Cantone, l’Ente regionale per lo sviluppo del Luganese, i patriziati ,ve ne sono 17 a Lugano, 14 dei quali presenti nella Valle del Cassarate). Per restare solo all’attività agricola, ad esempio, nella Valle del Cassarate (territorio di Lugano) attualmente sono attive 11 aziende agricole a tempo pieno, di cui una dedita alla produzione di ortaggi , le quali beneficiano dei contributi diretti di Confederazione e Cantone. Sono inoltre presenti 8 aziende a tempo parziale e circa 50 persone praticano l’agricoltura amatoriale. Le 11 aziende occupano 21 persone a tempo pieno (15 uomini e 6 donne) e 7 persone a tempo parziale ( 5 uomini e 2 donne). I capi di bestiame allevati raggiungono quota 978 ( fra mucche, capre, pecore , ecc.) e 6 sono gli alpeggi caricati. Ma tutto ciò deve potersi vedere garantita la continuità e meglio ancora uno sviluppo (nel solco anche di produzioni di qualità a chilometro zero), grazie particolarmente al recupero di superfici agricole. Questi dati, questi parziali elementi esemplificativi (magari sorprendenti per taluni, oggi di certo una realtà per la Città di Lugano) sono desunti da un rapporto indirizzato al Municipio della Città di Lugano il 23 gennaio 2013. È stato redatto da Corrado Piattini, già segretario animatore della Regione Valli di Lugano. Documento che è solo una piccola parte di un’eredità di appassionato lavoro di conoscenza e promozione, pronta ad essere utilizzata, anziché, sia mai, dispersa, poiché carica anche di puntuali progetti in fondo solo da attuare. Nonostante l’attuale situazione di difficoltà delle finanze pubbliche, siamo persuasi che la Città abbia già in casa le risorse umane da indirizzare alla coordinazione, alla promozione e allo sviluppo di questo settore. Gli eventuali investimenti possono già oggi contare su puntuali misure di sostegno e di sussidio (tramite Leggi federali e cantonali): basta per cominciare la volontà di agire, la lungimiranza e la forza contrattuale della Città. Non è quindi giustificata e realizzabile per la Città di Lugano l’assunzione del ruolo di ente promotore e di coordinamento, con il supporto e l’accompagnamento dell’ Ente regionale per lo sviluppo del Luganese ? Con l’auspicio di una risposta affermativa, in tal caso come intende procedere il Municipi
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