
Il quarto dei sei temi della mia campagna elettorale è la famiglia. Parto subito con un’analisi: la popolazione ticinese nel 1950 comprendeva circa 175'000 unità, mentre nel 2013 circa 346'000 persone vivevano nel nostro Cantone.
Il tasso di nascite negli anni 50’ si aggirava attorno alle 2'500 unità, con un’esplosione negli anni 60’, arrivando a toccare soglia 4’000, mentre nel 2013 le nascite sono state circa 2'800. Nonostante il raddoppio della popolazione, come pure di fatto un incremento molto importante del benessere sul territorio, le nascite sono aumentate circa dell’11%. Strano, oppure no?
Le variabili importanti che solitamente pesano su un nucleo familiare sono il reddito, i costi, il tempo libero.
Il reddito è una componente importante per il sostentamento di un nucleo famigliare, ogni persona deve essere giustamente ricompensata, affinché possa vivere in modo decoroso unitamente alla sua famiglia.
I costi sono la parte più importante di un’economia domestica. Basti pensare all’affitto, la cassa malati, le imposte, la spesa, etc. per capire che alla fine del mese rimane ben poco.
Poi vi è il tempo che è sempre tiranno. La professione, le associazioni, la voglia di svago, tanti fattori che tendono ad occuparci la giornata.
Sommando questi fattori si osserva che: il reddito che tende a diminuire + costi sempre più elevati + poco tempo a disposizione = NESSUNA FAMIGLIA.
Non vorrei generalizzare ma questi segnali portano a pensare che le persone si ritrovano con sempre meno voglia di creare una famiglia perché fanno fatica ad arrivare a fine mese, i costi fissi sono sempre maggiori e le poche risorse finanziarie e temporali vengono investite per i propri bisogni personali. Per questo motivo dobbiamo incentivare e sostenere chi decide di creare un nucleo famigliare.La votazione di domenica 8 marzo ha dato un riscontro negativo ad una prima proposta avanzata su questo tema. Tuttavia non dobbiamo ragionare in modo ottuso, ma riflettere su dei principi per poi dare delle risposte. La soluzione perfetta è difficile da trovare, forse non esiste, ma dobbiamo per lo meno iniziare con delle proposte concrete ed attuabili.
Creare le condizioni quadro per avere una famiglia significa lottare per un mercato del lavoro sano, dove i redditi sono corretti e non si punta a guadagnare con il dumping salariale. Tutti questi indizi portano a valutare quale punto di partenza l’applicazione della votazione del 9 febbraio 2014, che andrebbe ad incidere in modo sostanziale sulla componente dei redditi, scongiurando l’impiego di manodopera con salari insostenibili per i ticinesi.
La messa in atto dei contingenti non dipende solo da noi Ticinesi, purtroppo, è fondamentale quindi subito chinarci in modo concreto sulla riqualifica e l’orientamento professionale. Dobbiamo aiutare i disoccupati e le persone in assistenza affinché possano rientrare nel mondo del lavoro e sostenere chi si trova in condizioni precarie. È necessario in sostanza ovviare ai problemi che ci affliggono per incentivare nuovamente l’idea della famiglia.
Non dimentichiamoci che le famiglie sono le fondamenta della società del futuro, permettono di educare i nostri figli, per questo dobbiamo avere un occhio di riguardo sui bisogni e le necessità dei nuclei famigliari.
Gianmaria FrapolliEconomistaCandidato al GC n.35 per la Lega dei Ticinesi
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