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Gianmaria Frapolli - La demagogia dei milionari di sinistra
Redazione
12 anni fa

Ed eccoci qua. Solo due giorni dopo la netta bocciatura di Ecopop viene mediatizzata la proposta di una nuova iniziativa che intende annullare il voto del 9 di febbraio.

Di teorie su Ecopop se ne sono sentite molte, forse troppe, ma l’obiettivo più logico da comprendere non era nella sua forma, bensì nella sua sostanza, ovvero lanciare un segnale forte che facesse capire quali sono le preoccupazioni del popolo svizzero.Sono rimasto perplesso dai dibattiti politici degli ultimi giorni, addirittura si sono sentite critiche antidemocratiche da persone che hanno definito i sostenitori di Ecopop “ignoranti” che non riescono a capire la reale portata di una simile iniziativa.

Considerazioni

Mi permetto di osservare che le persone che oggi criticano chi è contrario ad ogni discorso filo europeista ed in generale all’entrata della Svizzera nell’UE forse dimentica la storia. Mi riferisco in particolare al rifiuto del popolo svizzero all’entrata nello spazio economico europeo all’inizio degli anni novanta. I discorsi del CF a seguito di tale votazione furono di questo tenore: Pascal Delamuraz: “C’est la catastrophe”. La Svizzera sarebbe divenuta una paese solo, escluso da ogni logica di mercato, destinata ad avere un tasso di disoccupazione esorbitante. Ma cosa è successo in realtà? L’esatto contrario. Siamo rimasti fuori dall’Europa ma tutti ci invidiano. Abbiamo forse la miglior qualità di vita, la sanità migliore al mondo, gli atenei e le scuole professionali che vengono prese da esempio in tutto il globo. E noi cosa dovremmo fare? Salire su una nave che lentamente sta affondando. Si perché l’UE è proprio questo, una vecchia nave che lentamente affonda sulla quale tutti i paesi in difficoltà cercano di salire. E noi cosa dovremmo fare? la scialuppa di salvataggio. Mai! Quindi anche se un’iniziativa del 9 febbraio è stata accolta con una maggioranza risicata, deve essere rispettata e concretizzata dal CF prima di eventualmente annullarla come intendono fare i liberi pensatori. Il rifiuto all’entrata nello spazio economico europeo dovrebbe insegnarci qualcosa al proposito.

Ecopop è stata respinta per un motivo chiaro. Il popolo svizzero ha ancora fiducia nella democrazia e nelle sue istituzioni. Trascorrendo molto tempo tra la gente mi sono reso conto che la risposta per i contrari all’iniziativa Ecopop era una sola: “abbiamo approvato il 9 febbraio, quindi avanti in quella direzione”. Molte persone non hanno considerato necessario dare un ulteriore segnale a Berna, reputando sufficiente l’esito del voto sull’immigrazione di massa. Oggi, in assenza di quel segnale si fa avanti un comitato iniziativista che vuole annullare il voto del 9 febbraio. Si tratta di una mancanza di rispetto della volontà popolare ed in generale dell’opinione espressa dalla maggioranza degli svizzeri su un tema posto in votazione e questo a soli pochi mesi dal voto. Anche se ci è permesso utilizzare questi strumenti di democrazia diretta non si deve abusarne. Mi chiedo dove andremo a finire se dopo ogni votazione, passata sul filo del rasoio, si attivano i contrari con una nuova iniziativa volta esclusivamente ad annullare quella precedente.

Conclusioni

Concludo con un appunto sugli accordi bilaterali siglati tra il 2002 ed il 2005. Dovevano risolvere i problemi economici della Svizzera. Questo ci promettevano da Berna, anche se probabilmente hanno favorito solo l’UE. Ebbene, constato dopo circa 10 anni che in Ticino la situazione è peggiorata. Sebbene la Svizzera e anche il nostro Cantone siano da esempio per l’Europa, ospitiamo ogni giorno oltre 60'000 frontalieri. Gli iniziativisti si rifiutano di mettere i contingenti? Bene fra 10 anni i frontalieri saranno 100'000, per di più se seguiamo le teorie del CF, potranno beneficiare della tassazione ordinaria e con l’effetto sostituzioni di personale indigeno la nostra disoccupazione salirà alle stelle. Complimenti.

Smettiamola di inchinarci al volere dell’UE, di sostenere l’entrata in Europa della Svizzera, e iniziamo a pensare al nostro Paese, al Ticino e ai lavoratori TICINESI. Mi auguro che il popolo svizzero, ed i ticinesi, ma su questi sono molto fiducioso, non firmino l’iniziativa in questione, fronteggiando in modo deciso la prepotenza di personaggi che della democrazia non conoscono il valore. Tutti devono rispettare quei valori democratici che hanno reso grande questo paese. Chi non sente propri questi valori, può sempre andare a vivere oltre confine e pagare il 50% del proprio salario in tasse a Roma.

Gianmaria L. Frapolli, Economista, Lega dei Ticinesi

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