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Gianmaria Frapolli - Grazie alla Lega, appalti pubblici a ditte ticinesi
Redazione
12 anni fa

Grazie alla Lega i soldi degli appalti pubblici vanno a ditte ticinesi

In campagna elettorale vengono fatti i programmi per la futura legislazione; è altrettanto sensato che vengano presentati però i risultati di quella passata. Questo permette all’elettore di carpire tutte le informazioni necessarie per valutare l’operato dei politici, rispettivamente quello del partito di riferimento.

La mia riflessione di oggi è centrata su una revisione importante che è stata portata avanti dall’Onorevole Claudio Zali. Si tratta della modifica della Legge sulle commesse pubbliche che vuole favorire le ditte locali in modo diretto o in subappalto. A mio modo di vedere verrebbe introdotta una riforma molto importante per la salvaguardia del mercato e del lavoro locale, che di fatto tutela gli imprenditori Ticinesi che rispettano l’economia e che non fanno del dumping salariale lo sport nazionale.

In sostanza la revisione della Legge, che ha appena terminato la consultazione e si sta preparando il messaggio che nelle prossime settimane approderà sul tavolo del Consiglio di Stato, attribuisce alle aziende locali in esclusiva i lavori commissionati dagli enti pubblici. In secondo luogo è previsto un ampliamento della sfera protetta, riservando alle aziende locali anche il mercato dei lavori privati che beneficiano di sussidi pubblici. In terzo luogo si vuole sensibilizzare tutti i committenti sull’importanza di attribuire la precedenza alle ditte locali. In cifre questo significa che: fino ad un massimo di CHF 8.7 mio per le commesse pubbliche e fino a CHF 350'000.- per le forniture e servizi, le commesse pubbliche vengano riservate esclusivamente ad aziende Ticinesi. Se la legge venisse approvata le PMI locali si vedrebbero garantito un accesso prioritario sul mercato per un valore annuo stimato in CHF 400-450 mio. Inoltre il Dipartimento del territorio ha introdotto il divieto di subappaltare. Si tratta di un’altra misura molto incisiva che consentirebbe eccezioni solo a favore di ditte locali. Sono state introdotte anche delle sanzioni più severe per chi non dovesse rispettare i dettami previsti dalla Legge, come ad esempio l’esclusione dagli appalti pubblici e possibili sanzioni amministrative. Dalla parte del committente invece si rischierebbe di perdere i sussidi pubblici ed incorrere in sanzioni penali. Tutto questo in rispetto di quanto prevedono il diritto nazionale e internazionale.

Il progetto di Legge sulle commesse pubbliche propone misure efficaci, purtroppo al momento limitate a determinati importi (vedi sopra).

Prendiamo un esempio sotto gli occhi di tutti che non verrebbe toccato dalla riforma: il LAC a Lugano, costato CHF 240 milioni al contribuente Luganese. La COMSA, società spagnola che si occupa della gestione del cantiere in questione ha concesso numerosi subappalti a ditte provenienti dalla vicina penisola. Questo modo di agire non aiuta il mercato locale, infatti la sensibilità delle ditte estere per il nostro territorio non è di certo al centro delle loro preoccupazioni. I loro interessi sono piuttosto rivolti ai profitti e alla minimizzazione dei costi, spesso a sacrificio della qualità. Non è un problema loro se ad esempio la disoccupazione locale aumenta, terminato il cantiere proseguono la loro attività come se nulla fosse, forse in Ticino, forse all’estero.

Ritengo che il buon senso debba prevalere e i soldi dei ticinesi devono finire nelle casse delle ditte locali. Dobbiamo favorire le persone che con etica professionale rispettano il mercato impiegando, nella misura del possibile, manodopera residente con stipendi onesti. Questa riforma è un passo determinante ed efficace nella direzione giusta, ovvero limitare al massimo le distorsioni del mercato, a salvaguardia del lavoro locale e della gente che ama questo territorio. È ora di finirla di avvantaggiare le ditte estere, padroncini e chi vuole fare affari nel nostro Cantone spremendo il limone fin che ce n’è, per poi levare le tende alla ricerca del prossimo “pollo da spennare”. L’iniziativa dell’On. Zali va sostenuta cosi come l’approvazione della nuova Legge sulle commesse pubbliche.

Gianmaria Frapolli

Economista

Candidato al Gran Consiglio Lega dei Ticinesi

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