
Iniziativa parlamentare generica - Salviamo i nostri prestigiosi atenei dalle “invasioni scriteriate”: regole e leggi Svizzere per gli studi in Svizzera
Troppo spesso la nostra posta, elettronica e cartacea, vien invasa da annunci “invitanti e con titoli roboanti”.
Sempre di piu’ sui media, specialmente della vicina fallitalia, appaiono annunci ad iscriversi a studi universitari con sede in Ticino da parte di sedicenti e prestigiose università.
Apparentemente sembra che le nostre Autorità Cantonali non possono intervenire e bloccare il tutto, sia questo uso improprio del titolo di studio che del brand Svizzera e tantomeno a tutela del prestigio dei nostri Atenei. Il fermo sarebbe a tutela dei giovani svizzeri e/o stranieri, che vorrebbero intraprendere degli studi universitari validi sul nostro territorio.
Sembra pure che la legge non permetta alcuna soluzione al problema, al limite, solo sulla protezione dell’ipotetico uso improprio dell’ appellativo università si potrebbe intervenire.
(Legge sull’Università della Svizzera italiana, sulla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e sugli Istituti di ricerca[1] Protezione del nome
Art. 14[28] 1Nessun altro ente, pubblico o privato, può assumere nel Cantone le denominazioni «Università della Svizzera italiana» e «Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana».
2È necessaria l’autorizzazione del Consiglio di Stato per usare nel Cantone le denominazioni «università», «istituto universitario» e simili da parte di enti pubblici e privati che svolgono attività di insegnamento e attribuiscono titoli accademici; il Consiglio di Stato decide sentito l’Organo di accreditamento della Conferenza universitaria svizzera.
3Il Consiglio di Stato vigila affinché:
a) la denominazione non sia tale da generare confusione con le università accreditate;
b) le informazioni date agli studenti siano conformi all’effettivo valore dei titoli conseguiti; )
Il tutto ha dell’incredibile e vergognoso! Mi pare di aver intuito che la Politica sia indirizzata ad una modifica della legge, ma solo indirizzata alla tutela del nome, e senza altri approfondimenti sugli intenti e qualifica della struttura.
Ma dove siamo? Le lacune di legge sono diverse e si deve intervenire urgentemente a tutela degli studenti e del buon nome degli Istituti superiori Svizzeri e Ticinesi in particolare.!
Con questi annunci si approfitta del brand targato CH e si “ingannano” i giovani e si calpesta la reputazione dei nostri centenari Atenei, e questo è inaccettabile. Contemporaneamente si scredita la politica che non è in grado di intervenire e fermare un uso improprio di Studi e titoli di alto rango. (secondo art. 14 -3).
Se poi aggiungiamo, da quanto letto su nostri media che, il relativo Campus universitario, per la struttura prevista a Chiasso, sia addirittura in Italia, questa è la lampante dimostrazione di una volontà di “attrarre il pollo” (studente) e si voglia approfittare unicamente del Buon nome Svizzero, e magari beneficiare di agevolazioni fiscali. Il tutto è chiaramente un “non sens”
Presumibilmente, sull’ipotetico diploma finale, figurerà, come luogo e data d’emissione, Chiasso!
Vogliamo rovinare quindi anche la nostra città di confine che indirettamente ne subisce l’affronto!
Chiedo pertanto al Consiglio di Stato.
1.) Dal momento che il Governo (DECS) ne è a conoscenza della problematica intervenga radicalmente a bloccare qualsiasi abuso di ogni genere a tutela dei nostri prestigiosi Atenei ed a tutela degli Studenti di qualsiasi nazionalità e paese essi provengano.
2.) Inammissibile ed inaccettabile quanto letto sui media che lo studente, secondo il DECS, prima di iscriversi ad un’università debba chiedere che “sbocchi futuri “ ti permette questo titolo di studio. Lo Stato deve tutelare il piu’ debole. E’ come pretendere che il singolo studente si informi prima di andare a scuola se i professori, tutti abilitati all’insegnamento e nominati dal Cantone, siano all’altezza di insegnare.
3.) Come è possibile che una semplice società possa aprire, reclamizzare, ecc.. un’università in ticino senza chiedere prima le autorizzazioni, presentare le proprie credenziali (titoli di studio della direzione e dei docenti e sul programma di Studio), presentare la sua struttura ed a chi fa capo ed i suoi referenti, presentare un businnesplan e provenienza del finanziamento , ecc.. Insomma tutto l’occorrente per dimostrare che prima di partire c’è stato uno studio/valutazione ed è un progetto serio e credibile.
4.) L’attività di queste fantomatiche università è permessa sul territorio Cantonale?
5.) Come è possibile che il DECS prenda cosi alla leggera un’invasione cosi marcata, profonda, penetrante, martellante e non interviene drasticamente bloccando il tutto ?
6.) Le nostre università, specialmente quelle di medicina hanno il numerus clausus. In questi bandi di iscrizione, nessun accenno a dimostrazione che le nostre leggi svizzere non sono minimamente contemplate e rispettate.
7.) Questi “promotors” sono stati invitati a Palazzo per una seria discussione e presentazione sulla tematica? Hano ottenuto già autorizzazioni da parte del Governo ad esercitare? Magari un giorno arriveranno e cichiederanno anche dei sussidi e/o contributi per la promozione degli Studi? (magari sentenziando una qualche recondita legge europeista a noi sconosciuta?)
mi permetto invitare quindi il Governo a:
1 ) Fermare immediatamente il tutto intervenendo con un valido e giuridicamente inappellabile argomento.
2 ) Studiare ed elaborare un progetto di legge, (strano che non esista ancora) atto a protegger i nostri Atenei da qualsiasi invasione fuorviante a livello di Studi e d’immagine di qualsiasi genere e presentare tutte le credenziali per dimostrare che la struttura ha basi solide e serie e sia veramente valida con i criteri del nostro insegnamento.
Vi ringrazio per l'attenzione.
Giancarlo Seitz, deputato Lega dei Ticinesi
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