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Germano Mattei - Valle di Peccia, l'inverno non finisce più!
Redazione
12 anni fa

Accesso alla Valle di Peccia, la fine del tempo dei “se” e dei “ma”, la politica deve ora agire e dare risposte veloci.

Vi è aria di scoramento e di sfinimento in Valle di Peccia dopo l’ennesima valanga che è scesa sabato pomeriggio verso le ore 15 in zona Galleria Bavorca (“Bavorchia” in dialetto locale), ostruendo l’acceso alla Valle sino a notte inoltrata. In Valle si festeggiava il Carnevale, rinviato il sabato precedente sempre a causa di una forte nevicata e del pericolo appunto di caduta della valanga. Una valanga enorme, l’ennesima dall’inizio dell’anno, che invece di deviare verso il fondo Valle si gettata sulla cantonale a monte dell’imbocco del piccolo tunnel esistente, ostruendo la strada cantonale per oltre una ventina di metri. La RSI e i media elettronici hanno messo in onda foto impressionanti. Sin ora è un miracolo che non vi siano stati incidenti con coinvolte auto e persone: sabato da un attimo erano transitate sul posto alcune auto con famiglie a bordo!

In Valle di Peccia sabato sono rimaste bloccate per ore diverse decine di persone, mamme papà, bambini, sciatori che erano saliti verso la magnifica zona di sci escursionismo di Serodano e del Poncione di Braga. Questo nulla di grave, il male minore risoltosi poi verso le venti. Da una parte ancor più persone si sono rese conto della situazione cui si trova confrontata da anni la popolazione locale che conta ancora più di vento persone, tra cui diverse giovani famiglie. In Valle vi è ancora aperto tutto l’anno un ottimo Ristorante Monaci a San Carlo e i collaboratori dello Sci club Pizzo Castello hanno egregiamente accudito e rifocillato gli “esiliati” in questo ritrovo pubblico e presso la Buvette della sciovia della Capellina della Madonna della Neve. Un sincero ringraziamento a tutte queste persone per aver contribuito a creare un clima di distesa amicizia, di aver lasciato aperto la sciovia e le piste illuminate sino a notte per la gioia e lo svago dei numerosi bambini e adolescenti presenti. Inoltre grazie anche a coloro, che mettendo a repentaglio la propria incolumità, hanno sgomberato l’importante e compatta massa di neve frammista a piante, in un pericoloso e faticoso lavoro – infatti, nel corso dello sgombero è ridiscesa una valanghetta - in modo da riaprire una breccia di una ventina di metri sino all’imbocco dell’esistente galleria e quindi di permettere la discesa a Valle delle persone coinvolte nel loro probabile più lungo carnevale della vita.

In Valle di Peccia è da sempre che si è confrontati con la valanga della Bavorca. Una foto del 1947, presentata recentemente in una trasmissione della RSI condotta da Eugenio Jelmini, ritraeva la vettura della Posta, con il mitico Vittorino Vedova, che usciva dalla galleria scavata appositamente nella massa di neve, altri tempi!. Il tutto folclorico, simpatico, romantico, ma in loco situazione che sta creando disagio e malumore: alcuni stanno anche pensando di lasciare la Valle. Solo pochi anni or sono nella galleria era rimasto bloccato il bussino con i bambini della scuola! Forse San Carlo, il protettore della Valle, sin ora ha guardato “giù” alfine di garantire che non succedesse nulla di grave! Ma avrà anche Lui una pazienza residua, sino a quando? Ma la gente avrà pure pazienza e non abbandonerà infine questa bella Valle di montagna e di rilevanza economica quasi sconosciuta: pensiamo solo all’industria della pietra ollare in auge sino a inizio novecento! In questo contesto ha creato molto malumore e irritazione la sortita di un importante politico che recentemente ha detto che per una nuova galleria si devono valutare i “costi - benefici”. Povere nostre montagne così poco conosciute nelle loro realtà socio-economiche da troppi addetti ai lavori, non parliamo di coloro che ci dovrebbero governare.

Come detto il tempo dei “se” e dei “ma” è terminato e necessitano risposte valide e veloci per la sostituzione del vecchio tunnel mono corsia con un nuovo tunnel a doppia corsia e prolungato a monte e a valle dell’attuale infrastruttura. Se ne parla oramai da decenni e i progetti sono pronti, che si aspetta ora? Quante pianificazioni cantonali avrebbero già dovuto prevedere quest’opera?

Non è solo un’esigenza per la sicurezza dell’accesso da e per la Valle di Peccia dell’oltre centinaio di abitanti delle Frazioni di Cortignelli, San Carlo, Piano e San Antonio al Cort. In Valle di Peccia vi è una delle importanti centrali idroelettriche dell’OFIMA SA, con le relative infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica verso la Svizzera interna e verso l’Italia. Ma non solo, l’OFIMA possiede la galleria di sette chilometri che congiunge Piano di Peccia con la Valle Bavona. Durante i periodi invernali, con pure la Valle Bavona chiusa per valanghe, ma pure in altri periodi stagionali per alluvioni, questo tunnel è regolarmente utilizzato dalle numerose maestranze della Ditta per raggiungere i posti di lavoro nelle Centrali a San Carlo Val Bavona e a Robiei.

Inciso, come si vede una galleria di sette chilometri tra le nostre due pur suggestive vallate e nello stesso tempo non si riesce a convincere la politica, i politici, che è necessario costruire il tunnel detto “del Sassello” di nemmeno quattro chilometri tra Valle Maggia e l’alta Val Leventina (nemmeno la lunghezza della Galleria della Mappo Morettina!!), inciso chiuso.

Inoltre in Valle di Peccia è attualmente ancora attiva l’unica cava di marmo bianco della Svizzera. La chiusura per mesi della corsia esterna non coperta della Bavorca, che si prolungherà per settimane e settimane (anche perché il tempo delle nevicate e delle valanghe non è ancora finito: aprile 1986 “remember”!) impedisce il trasporto dei blocchi di marmo a valle. Inoltre, non si può dimenticare che da quel luogo transitano i bambini e i ragazzi che scendono al mattino e risalgono alla sera dopo aver passata la giornata alla Scuola materna ed elementare di Sornico e alle Medie di Cevio. Vi sono poi pendolari che scendono verso la Valmaggia, Locarno, Bellinzona per raggiungere i posti di lavoro. Non da dimenticare le due importanti aziende agricole esistenti in valle. Nelle scorse settimane, ma ve ne sarà ancora necessità nei giorni prossimi, degli elicotteri Super Puma dell’esercito, grazie anche a loro, sono intervenuti per trasportare il foraggio necessario al bestiame. In valle vi sono poi anche altre attività economiche collegate al turismo, quali ristoranti, alla capanna Poncione di Braga. Numerosi sono i turisti ticinesi, confederati e che giungono dall’Italia per frequentare con Pelli di foca e racchette-ciaspole la rinomata zona di Serodano e del Poncione di Braga (circa tremila metri).

Ecco spiegata l’importanza di questa Valle che sembra marginale. La necessità di avere un accesso sicuro e duraturo a questa piccola e magari sconosciuto lembo di Ticino e di Svizzera, ma nello stesso tempo molto importante, come ogni altra nostra vallata alpina, per quanto ospita e offre in popolazione e in attività economiche, d’importante utilità pubblica.

Quindi alcuni milioni di investimento per dare sicurezza e fiducia di vita nel continuare un’esistenza sono un nulla e non vi devono essere né “se” né “ma” e nemmeno affermazioni fuori luogo di valutare “costi e benefici”. Solo l’assicurare la sicurezza e la continuazione della presenza umana in una Valle alpina è un beneficio immenso, incommensurabile.

Sono nato in questa valle, vi ritorno volentieri e sovente. Mi auguro che questa volta sia non solo “l’Anno della Valanga” di Giovanni Orelli o del “Flagello bianco nel Ticino” di Don Fiorentino Galliciotti, ma che sia bensì l’anno cui si trova una soluzione definitiva all’accesso sicuro e duraturo alla Valle di Peccia: una delle Valli del nostro bel Ticino, importante per il suo vissuto, per il suo essere, quanto perno di una pur micro economia, essenziale per il futuro.

Germano Mattei, Movimento "Montagna Viva"

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