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Germano Mattei - Cammino da Candidati…essere o non essere
Germano Mattei - Cammino da Candidati…essere o non essere
Germano Mattei - Cammino da Candidati…essere o non essere
Redazione
7 anni fa

L’amletico dubbio shakespeariano “essere o non essere (To be, or not to be) questo è il quesito!” viene spesso citato con intenti ironici e scherzosi sul dubbio del senso e la validità della vita e delle conseguenze delle difficoltà di scelta e di giudizio. In questo senso nota la citazione “c’è del marcio in Danimarca”, frase usata quando si vuole alludere a situazioni poco limpide, a imbrogli o ad azioni disoneste che si tenta di nascondere. In questo contesto limpido e preclare il film di Totò “siamo uomini o caporali” (commedia/1955).Non solo in questa campagna elettorale, ma specialmente in questa esperienza specifica, ho spesso riflettuto su queste citazioni, costatando le varie situazioni cui si è confrontati quali candidati di qualsiasi compagine politica, donne e uomini che esercitano un diritto loro concesso dalla nostra costituzione e dalle legge che ne discendono: dovremmo essere tutti uguali sino al giorno dei risultati elettorali, “ipoteticamente” tutti con gli stessi diritti, ma poi ti accorgi -ci accorgiamo- che così non è: i grandi “potenti, les élu per dirla alla francese” restano e sono grandi i VIP e i piccoli, gli illusi e sognatori come noi, sono e restano piccoli sempre più piccoli.Ho vissuto diverse campagne elettorali, nel 1992, 2012, 2015 e questa. La terza quale candidato di MontagnaViva alle nazionali. Non vi è mai stata una corsia preferenziale, non sarebbe poi nemmeno giusto, ma una campagna come questa da agosto a oggi mai l’ho vissuta: campagna elettorale strana, sembra già tutto acquisito, tutto deciso. Sicuramente troppi candidati, liste incomprensibilmente quadruplicate per partiti che dovrebbero averne una sola, la moda del Verde in una miriade di costellazioni (ma quanti toni di verde vi sono?), aree di raggruppamento ideologico per paura di non vincere o peggio di regredire. Una vera babele, a cui magari ho pure contribuito con MontagnaViva, che porta sconcerto nell’elettorato, portandolo purtroppo al scetticismo, in troppi a decidere di non votare.

Un elettorato poco propenso a capire a fronte di tante facce affisse in ogni angolo del Cantone nelle zone urbane – grazie per averci risparmiati nelle Valli e in montagna, dato che contiamo poco o nulla – il tutto senza nessun criterio e pudore. Vedo facce che sappiamo che non hanno nessun credito, anzi sono di discutibile provenienza, eppure ti si presentano come salvatori delle patria!Un aspetto che mi ha interdetto è quello che in genere -nella gente, nei media, tra i giornalisti che dovrebbero saper guardare oltre gli steccati- dopo il 12 agosto tutti hanno già dato come acquisito il risultato finale: non cambierà nulla, semmai un qualche nome. Inutile dare attenzione a chi per tutta l’ufficialità non ha una sola possibilità.Così la stampa limita gli spazi, radio e televisione dà pochissimi o nessun spazio a coloro che sono considerate “scartine”. Anzi RSI, è persino stata sfacciatamente onesta nel dirci: non contate nulla, non sprechiamo spazi e tempo. E questo nemmeno se la sedia la portiamo noi da casa! In una democrazia paritaria come la nostra questo è avvilente e antidemocratico. Un amico incontrato sull’Alpe Predasca in una uggiosa giornata di tregenda metereologica mi disse: Mattei lascia perdere oggi i media scrivono e dicono già come e chi sono gli eletti. Non perdiamo tempo!Come MontagnaViva sappiamo ben bene che non vi sono opportunità di un’elezione. La presenza è per ricordare che “la montagna è uno spazio particolare” un luogo ove si può vivere e lavorare, bisogna crederci e agire. Ricordiamo pure “che Valli abbandonate e inselvatichite non possono essere uno scenario accettabile! Con questi motti siamo riconosciuti in ogni angolo del Cantone, ma non è sufficiente per avere voti sufficienti per essere eletti. Non si sa mai ti dicono, condivido, ma la realtà è poi un’altra! La situazione effettiva è quella che nulla cambierà, non cambierà nulla, anche se si continua a dire “governo ladro, bisogna cambiare”. Ma ripeto poi nulla cambia!Siamo all’ultima settimana di campagna, da settimane si sta votando e quindi ogni appello e proclama è praticamente superfluo. Poi la gente che si reca alle urne – o vota comodamente per corrispondenza - sa come votare o è ben consigliata in merito. L’elettorato di area può concedere qualche preferenziale di simpatia, nulla di più: è ferma come torre al vento! Mi permetto, con queste righe, rivolgermi a due categorie che possono cambiare una votazione, girare il Ticino come un calzino per essere espliciti.Si tratta di almeno il 40% di concittadine e concittadini che non andranno a votare. Il maggior partito del Cantone. Se questa importante “area scettica” -che incredibilmente non esercita i suoi doveri e specialmente il diritto al voto- andasse a votare scegliendo, per esempio, la lista no. 19 per il Nazionale o il numero 7 per il Consiglio degli Stati si potrebbe cambiare moltissimo. Così pure per coloro che usano la “lista senza intestazione”, un altro vero partito pari al 20 % dei votanti, una potenza! Lodevole votare le persone di cui si ha fiducia. Purtroppo questa lista è una truffa legalizzata dato che elettoralmente non ha nessun peso politico, compiace all’ego proprio e nulla di più. L’ho sperimentato personalmente ad aprile, mollissimi voti personali ma poco o nulla di peso elettivo.Per terminare posso solo consigliare a queste due imporanti categorie di riflettere un attimo sulla loro importanza effettivi quali elettori, aghi di una bilancia che è il Ticino. Sono liberi di scegliere liste alternative ai grossi potentati di destra, di sinistra e di centro, compagini che li lascano scettici e retinenti. Siamo ancora in tempo a cambiare qualcosa per il nostro futuro a Berna, basta crederci e agire. Non è vero che nulla può cambiare, basta volerlo!Germano MatteiCoordinatore del Movimento di MontagnaViva e candidato al Consiglio Nazionale e al Consiglio degli Stati

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