
In generale Franz Weber ha ragione. Ma vi è un Ma. In effetti, vi è un difetto basilare nell’iniziativa: colpisce il territorio nazionale senza discernimento. Corippo o Dalpe o Blenio o Fusio = a Zermatt o Crans Montana o St. Moritz. Attenzione, tanti ticinesi possiedono la propria casa di famiglia in uno dei nostri villaggi di valle e nello stesso tempo sono domiciliati altrove, in pianura, nelle città. Queste sono case secondarie a tutti gli effetti. Ebbene, in tanti nostri paesi questa realtà supera già oggi il 20% imposto dall’Iniziativa Weber. In Valmaggia la percentuale di residenze secondarie è addirittura del 56%, ma solo il 14% è messo a disposizione del mercato turistico. Quindi se vincerà il SÌ dall’11 marzo, oltre ai problemi enormi già causati dalla problematica “costruzioni fuori zona/rustici”, nelle nostre Valli non si batterà più “un chiodo”, nemmeno quelli arruginiti! Centinaia di posti di lavoro nella costruzione e nell’artigianato cancellati, molte famiglie in difficoltà e pronte per un nuovo esodo! E pensare che nelle Valli non abbiamo già molte occasioni di lavoro.Teniamo poi conto delle sinergie che sono create da queste attività riferite alla costruzione. Vediamo di non farci male con le nostre mani e votiamo NO l’11 marzo. Anche la Fondazione Svizzera per il paesaggio ha detto “JA ABER/ Sì MA”, ed è tutto dire. Per i letti freddi, per il paesaggio bisogna senza indugio trovare altre soluzioni politiche e strade più adatte alle singole situazioni delle varie regioni della Svizzera. La Confederazione con decisione del luglio 2011 ha imposto ai Cantoni il riesame entro il 2014 della Legge sulla pianificazione del territorio (LFP), con il compito di regolare la problematica delle residenze secondarie e dei letti freddi. Alcuni Cantoni hanno già elaborato le modifiche e il Ticino si sta muovendo? Bisogna pure lavorare con urgenza sulla ripartizione d’imposta tra Comuni di domicilio dei proprietari e i Comuni ove gli stessi hanno una residenze secondaria. I nostri Comuni hanno poi tanti problemi d’infrastrutturazione (strade, canalizzazioni, acquedotti, linee dell’energia elettrica, ecc.), anche qui i proprietari delle residenze secondarie devonocontribuire in maggior modo al sostegno di questi onerosi investimenti. Infine, non facciamo ancora una volta d’ogni erba un fascio, come avviene con la scellerata legge “rustici” (Legge federale sulla panificazione del territorio/LFP), che tratta le grandi fattorie d’oltralpe come le nostre piccole costruzioni rurali! Ne è nato un bordello incredibile che tormenta centinaia di ticinesi e abitanti del nostro arco alpino. PENSIAMOCI BENE EVITIAMO DI CREARE UN’ALTRO PASTICCIO FEDERALE! 11 MARZO 2012: nell’urna un bel NO, ma con l’impegno di tutti per trovare con urgenza adeguate e celeri soluzioni a problemi concreti che da troppo tempo attendono soluzioni. Germano Mattei, Gruppo MontagnaViva
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

