
Sembra che gli astanesi finalmente abbiano deciso di non essere più i burattini del Governo. Infatti nessuno si è presentato per entrare in Municipio, almeno questa occasione per mandare a “quel paese” il CdS e gli Enti Locali gli astanesi l’hanno saputa cogliere. Perché, intendiamoci, il 130% di moltiplicatore imposto dal CdS ad Astano, non c’entra nulla col risanamento del suo gettito fiscale basso, infatti adesso non c’è la fila di danarosi contribuenti o di aziende che vogliono insediarsi ad Astano, semmai è il contrario. Ad Astano non vi sono candidati perché nessuno è così “asino” d’assumersi la responsabilità altrui del moltiplicatore al 130% e la gestione senza nessun potere contrattuale di un’aggregazione. In queste condizioni, solo un’incosciente avrebbe il coraggio e la presunzione di sostituirsi al CdS per condurre l’auspicabile aggregazione di Astano nella Tresa. E solo degli irresponsabili formerebbero un Municipio che con la sua esistenza rende legalmente impossibile al CdS aiutare Astano, con l’applicazione dei provvedimenti d’eccezione previsti dalla LOC (art. 201/202/203). Comunque se un Municipio ai “supplementari” salterà fuori, allora dovrà rispondere anche ai ricorsi inoltrati sul preventivo 2020 e sulle spese appena votate, che per quanto piccole, sono evidentemente inopportune. Vero è che la presenza di un Municipio giustificherà l’inoltro delle segnalazioni agli Enti Locali delle varie inefficienze del passato recente concausa della situazione attuale astanese. Adesso è ora di assumersi la responsabilità del proprio agire e della carica che si sollecita, perché non è più tempo di buona volontà, improvvisazione e incompetenza. Essere brave persone non c’entra nulla col essere Municipali all’altezza del compito che si sollecita.
Genola Andrea
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