
La limitazione della circolazione stradale a giorni alterni e il divieto generale di circolazione domenicale sulle strade cantonali e comunali: ecco un bellissimo esempio di provvedimenti voluti in questo caso dal ministro leghista che mirano a limitare la libertà personale dell’individuo e a penalizzare ulteriormente le cittadine e i cittadini residenti in Ticino e l'economia cantonale (le piccole e medie imprese che offrono posti di lavoro e benessere!) già confrontata con una serie di sfide a cui è chiamata a far fronte.
La tutela ambientale come base per migliorare il contesto in cui viviamo e operiamo è un punto centrale al quale anche il movimento in cui mi riconosco, i giovani liberale radicali ticinesi, presta particolare attenzione. Ma non è opportuno – e neanche corretto – demonizzare chi si sposta con l’auto in un Cantone dove, nonostante tutti vorremmo più servizio pubblico, dobbiamo fare i conti con le nostre particolarità e quindi: l’auto c’era, c’è e ci sarà anche in futuro.
Di passi in avanti, col tempo, se ne sono fatti parecchi. Il parco macchine di nuova generazione ha drasticamente tagliato le emissioni inquinanti. Dunque, il tanto odiato traffico è colpevole nella misura di un quinto, neanche. Maggiormente inquinanti sono invece gli impianti di riscaldamento e di produzione di calore. Gran parte dell’inquinamento proviene dalle industrie insediate nella vicina Italia, da buon leghista potrebbe chiedere di chiudere lo spazio aereo per non far entrare l’inquinamento…
Negli scorsi giorni ho letto le diverse prese di posizione dei Partiti e delle Associazioni di categoria. Quasi tutte sono contro le drastiche misure (divieto generale di circolazione la domenica soprattutto!) del ministro leghista. Anche il suo movimento lo è.
Per garantire la qualità di vita al nostro Cantone è quindi opportuno agire in maggior misura sui settori direttamente responsabili, che in questo momento non vengono minimamente toccati. E lasciare stare per una volta tanto il povero automobilista che tra aumenti di tasse e divieti generali sembra essere il colpevole di tutti i mali.
Il Giudice ha decretato un colpevole. Sbagliando però. Sostegno al PLR che reputa le misure di Zali “eccessive” e ne chiede lo stralcio.
Gabriele JelmoliniMembro di GLRT
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

