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Gabriele Jelmolini - 1120 edifici dismessi e 804'591 mq pronti da rivitalizzare
Gabriele Jelmolini - 1120 edifici dismessi e 804'591 mq pronti da rivitalizzare
Gabriele Jelmolini - 1120 edifici dismessi e 804'591 mq pronti da rivitalizzare
Redazione
10 anni fa

1'120 edifici e 804'591 metri quadrati: ecco alcuni numeri a sostegno della rivitalizzazione degli edifici dismessi estrapolati dal rapporto “Edifici industriali - Il rapporto Edifici industriali - Rilievo, analisi e valutazione del potenziale di riconversione degli edifici industriali dismessi in Ticino” dell’Accademia di Architettura di Mendrisio del 2007. Numeri importanti se legati a un tema oggi molto caro alla popolazione in generale, quello dello sviluppo economico e territoriale sostenibile attraverso una valorizzazione dello spazio pubblico. Stando allo citato studio, attualmente in fase di aggiornamento, circa il 30% degli stabili industriali è stato infatti identificato come edificio industriale potenzialmente dismesso. Di fatto, di questi edifici la maggior parte è ubicata in zona strategica, vicino all’accesso autostradale o alla linea ferroviaria e detiene un enorme potenziale di sviluppo che è sicuramente di interesse all’ente pubblico. Tanto è vero che si parla di una possibile riconversione di aree o di edifici industriali stimata a 6'705 abitazioni, 32'183 posti di lavoro, 78'000 alloggi e 50'000 MWh/anno di produzione di energia solare.

Quindi, prima di pensare a nuove abitazioni sarebbe bene riporre l’attenzione su quanto di costruito esiste già. Il recupero e il rilancio degli edifici industriali dismessi potrebbe portare a nuove destinazioni, attività e insediamenti portando un evidente beneficio economico. La rinnovata estetica, la protezione e la razionalizzazione di questi edifici porterebbero invece benefici a livello territoriale e, a dipendenza delle destinazioni, anche sociale e culturale. Gli esempi di oltre Gottardo ce lo confermano: vecchi stabilimenti industriali sono stati trasformati con successo in appartamenti, teatri, ristoranti e perfino scuole. Gli spazi sono stati convertiti e destinati ad altre attività. Qualcosa, lentamente, si sta muovendo anche in Ticino: pensiamo agli esempi della ex fabbrica di cioccolato Cima Norma o la Polus di Balerna. Ecco perché la mozione di Nicola Pini per il Gruppo PLR, come pure la sua iniziativa parlamentare (sottoscritta da De Rosa, Guerra e Dürisch) per creare un credito quadro di una decina di milioni da destinare a incentivi finanziari per quei progetti di interesse cantonale o regionale che porteranno al rilancio di queste aree dismesse, sono di estrema attualità e meritano un plauso. È arrivata l’ora di occuparsi attivamente di questo tema che offrirebbe diversi vantaggi alla nostra società. La rivitalizzazione degli edifici già presenti su territorio cantonale costituisce un’opportunità veramente straordinaria che valorizza e rende più attrattive le risorse esistenti, dando ossigeno alla nostra economia, oltre che un tetto a interessanti progetti di sviluppo. È importante sapere investire nella qualità e riconoscere i vantaggi che ci permettono di valorizzare il territorio, dando prova di sensibilità e di ascolto nei confronti di un tema di estrema attualità, quale lo sviluppo urbano sostenibile.

Gabriele JelmoliniVicepresidente Giovani Liberali Radicali Ticinesi (GLRT)

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