
Territorio senza grandi predatori non è sinonimo di pianeta senza grandi predatori, ma fa riferimento al solo territorio in cui l'essere umano si è insediato, diventando fruitore delle sue risorse fin da tempi remoti. Gli insediamenti dei nostri antenati hanno portato modifiche significative sfruttando ogni dove per procacciarsi cibo e sostentamento. Le tracce di questa presenza si trovano ovunque su tutto l'arco alpino.
La loro soppravvivenza fu possibile solo difendendosi dai contendenti predatori, lupi ed orsi in primis. Pure oggi, nella cosidetta "società evoluta e moderna", nulla o poco è mutato e puntualmente qualche "eco-animalista naif " si lascia azzannare a morte.
Lasciamo a ogni essere vivente il suo territorio e rispettiamo il suo spazio vitale, senza dimenticare però che anche l'uomo non può farne a meno.Credo che non occorra promuovere grandi studi per cogliere cose essenziali e di facile intuizione. La supponenza ideologica di essere nel giusto di tanti ambientalisti, non aiuta ad acquisire ragionevolezza e tantomeno approfondire le tematiche ambientali.
Per esempio, equiparare la caccia e la pesca come attività ludico-sportive, anacronistiche in una società moderna, è cosa irriverente, riduttiva e irrazionale ed è espressione di subdola ignoranza.Immaginare un mondo dove non è più consentito fruire in modo sostenibile e responsabile delle risorse del territorio è semplicemente delirante e pericoloso.
Poter fare una passeggiata rigeneratrice nel bosco, senza rischiare di essere aggrediti da predatori, evidentemente dove questi ci sono (vedi Trentino), lo ritengo sinonimo di autentico benessere ed elevata qualità di vita. Pensare diversamente ed eccedere nel protezionismo non è un atto di civiltà, ma di autolesionismo e di negazione.Se fossimo capaci di porre rimedio alla nostra crescita demografica esponenziale, forse qualche soluzione la troveremmo.
Ecco perchè in sintesi, noi esseri umani siamo spietati predatori di territorio.Facile professarsi francescani; esserlo non è solo avere empatia con i predatori, ma anche e soprattutto portare il saio e girare a piedi scalzi.
Gabriele Giottonini, agricoltore, Lavertezzo
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

