
Possiamo davvero affermare di vivere in un Paese democratico? Attualmente nutro qualche serio dubbio. In questo periodo, nel comune di Tenero-Contra, dove risiedo, è molto discussa la questione della sua aggregazione con Locarno. Come sempre ci sono i favorevoli e i contrari e fin qui niente di strano. La cosa ‘anomala’ invece è il comportamento imparziale (per usare un eufemismo) del Municipio e del gruppo di promozione dell’aggregazione che mette a disposizione dei favorevoli, oltre ai mezzi tecnici, anche quelli finanziari necessari per sostenere una pubblicità di qualità. E ai contrari? Ai contrari la generosa opportunità di porre eventuali domande dalla platea dopo che i fautori dell’aggregazione hanno potuto spiegare i motivi del SI dall’alto degli scranni. A Tenero-Contra (non siamo ancora un quartiere della grande Locano) è da mesi che è noto che esiste un gruppo contrario all’aggregazione. Nonostante gli incontri ravvicinati di primo tipo al bar o in altre occasioni a nessun Municipale (e tanto meno all’amministrazione comunale, che mi risulta pagata con le tasse di tutti i contribuenti) è passato per la testa di informare gli oppositori che avevano diritto di consegnare un testo contrario all’aggregazione che sarebbe stato inserito nel materiale distribuito a tutti i votanti e, soprattutto, che il termine per comunicare l’intenzione di utilizzare questa possibilità scadeva il 19 agosto 2011 alle 12°°. Sarebbe bastata una telefonata. L’informazione é invece stata semplicemente appesa all’albo comunale, ben nascosta tra le righe della convocazione di voto per l’aggregazione, e senza che sia passata in Municipio. E’ vero che le guerre si vincono anche giocando sporco. Sparliamo della vicina Repubblica ma da noi dov’è la par condicio? Se è vero che nel nostro paese la democrazia parte dal basso, quale sarà l’insegnamento che potranno trarre i nostri figli da un simile comportamento? Gabriele Calastri, ingegnere
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