
Prendiamo atto della disponibilità del liberale Fulvio Pelli alla candidatura quale consigliere federale. La "ticinesità" può comprensibilmente far piacere alla popolazione del nostro Cantone, tuttavia ricordiamo che l'asse politico cui fa riferimento Pelli è quello della destra economica e anti-sociale. Per qualcuno, anche a sinistra, la "formula magica" che rende la Svizzera un paese retto dall'aritmetica più che dai programmi politici, è qualcosa di normale: per i comunisti questa "normalità" va finalmente cambiata! Il Partito Comunista, nel suo ultimo Congresso Cantonale tenutosi lo scorso mese di giugno, ha approvato a larghissima maggioranza un documento politico in cui promuove l'idea del superamento dell'organizzazione consociativa di gestione del potere, tipicamente svizzera. Occorre creare situazioni di scardinamento dello status quo per superare la partitocrazia e la "collegialità" che obbligano la società a un consenso immobile e rendono quasi impossibile una seria opposizione democratica. Di fronte a una crisi economica grave e che si annuncia ancora più devastante in tutta Europa, non si può continuare a sostenere un governo di eterna unità interclassista che non ha saputo proporre nessuna misura per evitare che la crisi sia pagata dai lavoratori e dalle classi sociali meno favorite. Non riteniamo quindi che il Consiglio federale con Fulvio Pelli sarà più vicino ai lavoratori e alle fasce popolari; peraltro non crediamo nemmeno che questa forma di governo consociativa lo potrà mai realmente essere, almeno finché i poteri forti continueranno a spartirsi la torta. Massimiliano Ay, segretario politico Partito Comunista
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