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Fulvio Pelli: Merz, il miglior ministro delle finanze
Redazione
16 anni fa

Un consigliere federale meritevole di tutto il nostro rispetto e di tutta la nostra riconoscenza ha annunciato oggi il suo ritiro dal Governo. Quel rispetto e quella riconoscenza che gli sono riconosciute già da tempo in seno al nostro partito. I media e soprattutto la popolazione prenderanno coscienza dopo la sua partenza dell’eccellente bilancio che sarà trasmesso al suo successore. Il motivo è semplice: Hans-Rudolf Merz è il miglior ministro delle finanze in Europa e il migliore in Svizzera negli ultimi decenni. Il consigliere federale Hans Rudolf Merz ha anticipato il pericolo che preoccupa oggi e che continuerà a preoccupare in avvenire l’Europa e gli USA: la crisi della finanza pubblica. Già come membro e presidente della commissione finanze del Consiglio degli Stati, Merz aveva partecipato al meccanismo del freno all’indebitamento. Il sistema messo a punto ha permesso di evitare la politica economica dell’indebitamento che avrebbe voluto la sinistra e che ha fatto emuli in Europa. Durante il 2010 il sistema è stato rinforzato proprio da Merz ed è stato esteso alle spese straordinarie. Se oggigiorno la Svizzera ha ridotto dal 50 al 40% il debito rispetto al PIL e le finanze della Confederazione sono sane il merito è di Hans-Rudolf Merz. Altre riforme,messe in cantiere da Merz avranno favorevoli conseguenze anche in avvenire. La più grave crisi finanziaria degli ultimi decenni non ha risparmiato la Svizzera. Gli errori catastrofici di UBS hanno reso necessario un salvataggio da parte dello Stato. Questo salvataggio è stato elaborato da Hans Rudolf Merz e perfezionato al suo ritorno dopo la pausa dovuta alla malattia. In una prospettiva internazionale la nostra piazza finanziaria esce rafforzata da questa crisi finanziaria. A paragone con altri paesi la Svizzera ha dovuto sborsare meno denaro. A differenza della Germania, dove le banche statizzate e la posta continuano a vivere a spese dello Stato e a presentare bilanci in rosso, la Confederazione ha potuto ricavare un utile di 1,2 miliardi a seguito del suo intervento di 10 miliardi per salvare l’UBS. E questo anche grazie ad Hans-Rudolf Merz, che ha optato per un rituro rapido dagli impegni verso la banca. Questa decisione si è rivelata non solo giusta da un punto di vista liberale ma anche pertinente sotto il profilo finanziario, come l’ha dimostrato l’evoluzione delle azioni di UBS. La crisi finanziaria ha scombussolato il mondo. Durante la crisi i potenti hanno infranto il diritto internazionale e il segreto bancario ne ha fatto la cruda esperienza. Hans-Rudolf Merz è riuscito a difendere la sfera privata fino al momento in cui le minacce del G20 con la sua lista nera e di sanzioni verso la nostra industria d’esportazione ci hanno costretti a cedere. Era importante che la Svizzera facesse questo passo contemporaneamente ai suoi concorrenti come Lussemburgo, Singapore e Hong Kong. Ciò ha evitato la fuga dei capitali. Ma non solo. I nuovi accordi di doppia imposizione hanno potuto essere ratificati in tempo record, apportando vantaggi alla nostra industria d’esportazione e facendo stralciare la Svizzera dalla lista nera dell’OCSE. Con la partenza da Berna di Hans-Rudolf Merz la Svizzera perde non solo un tesoriere di successo ma anche un vero liberale, la cui politica si è rivelata azzeccata e vincente. Di tutto quello che ha fatto lo ringrazio di tutto cuore. Fulvio Pelli, presidente PLR svizzero

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