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Franscesco Esposito - Da domani siamo in debito con la Terra
Franscesco Esposito - Da domani siamo in debito con la Terra
Franscesco Esposito - Da domani siamo in debito con la Terra
Redazione
6 anni fa

In un momento di profonda incertezza, paura e difficoltà per la fragile situazione sanitaria, economica e sociale, non dobbiamo dimenticarci di alcune altrettanto dolorose verità: da domani inizia il nostro debito verso la Terra. Oggi è infatti lo Swiss Overshoot Day, il giorno che segna il momento dell’anno in cui la popolazione svizzera ha consumato tutte le risorse naturali di cui dispone per l'intero 2020. Vivremo quindi a spese delle generazioni future per il resto di questo già tormentato anno.

Non è solo questo giorno a ricordarci che stiamo esercitando, da troppo tempo e con troppa velocità, una pressione distruttiva sulla Terra, la nostra principale fonte di sostentamento. Tuttavia, quello del “giorno del debito ecologico”, quasi invisibile sui media, è un momento che ci deve far parlare di sostenibilità, di resilienza e deve far cadere l’attenzione dell’opinione pubblica sulla nostra impronta ecologica.

L’impronta ecologica della popolazione svizzera è superiore rispetto alla media dei cittadini dell'Unione europea. Un fatto sconcertante che ci deve far capire l’urgenza di agire per mitigare la nostra pressione sugli ecosistemi. Pensare che “la Svizzera è piccola, così come il suo contributo alla devastazione mondiale” è una scusa che non regge più ed è ora di fare la nostra parte.

Ciò che l’umanità sta facendo alla Terra e alle sue risorse naturali è puro sciacallaggio. Per questo le Giovani verdi rivendicano un utilizzo più coscienzioso delle risorse. Alcuni paesi hanno adottato la regola secondo cui il danno inflitto all’ecosistema deve essere compensato risanando un altro ecosistema. Per esempio, se un prato deve essere cementificato per costruire un centro commerciale, l’azienda che ha comprato il terreno deve essere obbligata a compensarne la distruzione migliorando la qualità di un altro suolo. Nel caso di risorse non rinnovabili, come il petrolio, il suo compenso può essere quello di creare fondi di risparmio per le generazioni future.In questo modo però, il problema è risolto solo parzialmente, perché la compensazione di biodiversità non è sempre la soluzione. Non è possibile sostituire meccanicamente un’altra zolla senza conseguenze (anche morali). Per questo le Giovani verdi rivendicano la necessità di avere una contabilità nazionale delle risorse naturali presenti in Svizzera, le quali devono sottostare a controlli di salvaguardia. In questo senso, così come esiste un tetto all’indebitamento pubblico, deve esistere una soglia oltre la quale, in un anno, non è permesso sovrasfruttare le nostre preziose risorse. Solo così potremo fermare il nostro consumo miope e garantire un futuro sicuro ed equo alle prossime generazioni.

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